27 giugno 2017
Aggiornato 19:00
Friulani on the road

Il mondo visto dalla sella di una Vespa

Il fotoreporter udinese Christian Giarrizzo racconta la sua ultima impresa: 7.300 km a caccia di monasteri cistercensi a bordo della sua PX125

Christian Giarrizzo e la sua «Negra» (© )

UDINE – Ci sono due cose che Christian Giarrizzo non lascerebbe mai nella sua casa di Udine: la macchina fotografica e la Vespa. Due elementi ormai imprescindibili nella sua vita di viaggiatore e reporter, compagne di viaggio (a volte solo la prima, altre volte la seconda, spesso entrambe) nel suo girovagare continuo per mezzo mondo, dall’Australia alla Birmania, dall’India al Burkina Faso, dalla Turchia a Zanzibar.

PELLEGRINAGGIO ON THE ROAD - L’ultima «impresa», Christian, l’ha compiuta attraversando la Penisola, in sella alla sua PX125 del 1981, «la Negra» (come l’ha soprannominata lui prendendo spunto da un verso del Petrarca): 7.300 chilometri alla scoperta dei monasteri cistercensi, costruiti seguendo l’ispirazione della luce. Ne è nato un reportage fatto di storie, di incontri, di esperienze e, ovviamente, di fotografie. L’abilità di Giarrizzo, oltre che nel condurre la sua Vespa, affiora con forza dando un’occhiata alle immagini che documentano il viaggio. Spazi aperti, uomini al lavoro, strade di montagna e vecchi edifici si susseguono dando a chi osserva la possibilità di spaziare con l’immaginazione. Una capacità narrativa premiata da diverse riviste nazionali e  internazionali dedicate al viaggio, che hanno pubblicato il foto-racconto di Giarrizzo. Citiamo, ad esempio, l’inglese Scootering o l’italianissimo (e baluardo per gli amanti delle due ruote) Motociclismo.

IL PERCORSO – Pronti via. La partenza è da Trieste discendendo l’Italia attraverso la Toscana, il Lazio, la Campania fino alla Sicilia. Da qui si risale a Genova  con il tragetto per tornare in Friuli, non prima di aver fatto un salto in Piemonte, in Valle D’Aosta e in Lombardia. Vento, sole, pioggia, tempesta: di giorno Giarrizzo e «la Negra» viaggiano per cinque, sei ore, la notte cercano ospitalità tra i monaci. Il più delle volte dormire con un tetto sopra la testa è possibile, altre no. Un percorso studiato lungo le strade di montagna, con l’obiettivo di non toccare mai lo zero altimetrico. La fine del viaggio? Nel suo Friuli, sugli scalini di una casa cantoniera della Carnia: «Lascio che la testa si appoggi sul palmo delle mani – ricorda Christian –. Ripercorro mentalmente tutto quello che è successo. Imprevisti, maltempo, ghiaccio, neve, 28 passi montani, le nuvole del mattino nascoste tra gli Appennini, maestri monaci cistercensi. Si conclude un’esperienza lunga 7.300 km. L’Italia a piccole dosi, percorsa in un lento sbandare di strade, ubriaca ed affascina con i suoi profumi e le sue storie».

VIAGGIATORE 2.0 – Mettersi in contatto con Giarrizzo non è difficile. Basta avere una connessione internet. Presente nel mondo social, ha un blog (scattoinvespa) dove si possono leggere le sue scorribande in Vespa e dove è possibile perdersi tra i suoi scatti.  Il giovane friulano (ha da poco compiuto 33 anni) propone anche corsi di fotografia. Cliccando sulle sue pagine web, i più curiosi potranno  trovare l’origine dell’appellativo «la Negra».  Giarrizzo in questi giorni è in Friuli. Non per molto però. Un nuovo reportage lo attende: la direzione, questa volta, sarà l’Est Europa.

L'ultima tappa del viaggio di Giarrizzo

L'ultima tappa del viaggio di Giarrizzo (© )

Il fotoreporter friulano in posa

Il fotoreporter friulano in posa (© )

Un momento di riposo per i due viaggiatori

Un momento di riposo per i due viaggiatori (© )

Dai monti al mare in sella alla

Dai monti al mare in sella alla "Negra" (© )