26 giugno 2017
Aggiornato 10:30
Beni culturali

270 mila euro per 32 interventi di restauro tra Udine e Pordenone. Il bando è della Fondazione Crup

Sono state 62 le domande pervenute. È stata valutata l'urgenza dell'intervento in relazione allo stato di degrado dell'opera. Il prossimo bando auspicabilmente a fine anno

Da sinistra Luciano Nonis, Lionello D’Agostini, Luca Caburlotto (© )

UDINE - Non una spesa, ma un investimento. Sul territorio e per il territorio. Il presidente dalla Fondazione Crup, Lionello D'Agostini, è stato molto chiaro nel presentare i risultati del bando «Restauro Beni Mobili», scaduto lo scorso 27 febbraio. I 270 mila euro che la Fondazione ha messo a disposizione saranno necessari per sostenere in forma integrativa – fino a coprire il 50% dei costi preventivati entro il limite massimo individuale di 15 mila euro - la realizzazione di 32 interventi di conservazione, restauro e valorizzazione di beni storico-artistici distribuiti sul territorio delle province di Udine e Pordenone.

Non solo quadri
È la prima volta che la Fondazione Crup si addentra nella tutela del patrimonio artistico e culturale, come chiarito dallo stesso D'Agostini. L'inizio di quello che il presidente vorrebbe essere un vero e proprio «percorso, capace, in alcuni anni, di mettere in sicurezza molte opere». A essere interessati dal bando non sono solo quadri, ma tutti i beni culturali tra cui statue, sculture, pale, etc tutelati ai sensi del d.lgs. 42/2004, nonché i documenti storici, i registri e gli apparati decorativi di qualche pregio (affreschi, decorazioni di pavimentazioni, dipinti, etc.) conservati nelle chiese, nelle parrocchie e, in generale, in edifici sottoposti a vincoli di tutela dello stesso decreto di legge.

32 le opere che saranno restaurate: le più urgenti 
Sono state 62 le domande pervenute all'ente che si è trovato costretto a fare delle scelte. Escluse alcune non idonee, l'apposita commissione – presieduta dallo stesso Lionello D’Agostini, e costituita dal direttore della Fondazione Crup, Luciano Nonis, dall'allora Soprintendente regionale Luca Caburlotto, da Gianfranco Ellero e Sergio Dell'Anna - che già si era occupata della stesura del bando, ha stabilito alcuni criteri per definire la graduatoria: la rilevanza del bene per il territorio, la capacità di aumentare il numero dei suoi fruitori e di inserirsi in un circuito culturale ma, soprattutto, è stata valutata l'urgenza dell'intervento in relazione allo stato di degrado dell'opera. La speranza condivisa dalla commissione per voce di D’Agostini, Caburlotto e Nonis è comunque che «le richieste considerate meno urgenti e quindi rimaste fuori dalla graduatoria potranno trovare accoglimento nel prossimo bando». Che il presidente auspica essere disponibile «già alla fine di quest'anno». 

La parola all'esperto 
Una considerazione, quella di Lionello D’Agostini, particolarmente apprezzata da Luca Caburlotto che ha sottolineato l'importanza di una contribuzione continua e costante per far fronte alle moltissime esigenze della regione. «L'efficacia dei restauri - ha chiarito il Soprintendente - dura circa 40 anni. Oggi - in tal senso - c'è una nuova chiamata. I benefici di quanto fatto dopo il terremoto stanno infatti venendo meno». Per questa ragione il bando è stato lanciato in un momento particolarmente «importante, efficace e determinante». 

La cultura ha una valenza strategica
Un’attenzione concreta, quindi, quella che Fondazione Crup. Il desiderio è quello di valorizzare e tutelare il patrimonio artistico del Friuli interpretato come un doveroso lascito per le generazioni future. In questa visione la cultura ha una valenza strategica. «Un patrimonio sterminato», come sottolineato da D’Agostini che ha anche chiarito come sia intenzione della Fondazione integrare la quota nei prossimi anni «consapevole che la cifra non possa essere sufficiente per dare un contributo a tutti i progetti che invece ne avrebbero bisogno».