17 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Sopralluogo con Regione, Comune, Prefettura

Profughi in albergo per imparare un mestiere

Vito Anselmi, albergatore tarvisiano, si sente in dovere di fare la propria parte per risolvere l’emergenza immigrazione ed è pronto a dare ospitalità a 30 minori

TARVISIO – Potrebbe diventare un modello di accoglienza a livello nazionale. Specie in un momento in cui parlare alla pancia delle persone pare sia più facile che smuovere le coscienze. Lo sa bene Vito Anselmi, albergatore tarvisiano, che si sente in dovere di fare la propria parte per risolvere l’emergenza immigrazione. E così, nel giorno in cui Salvini sigla il patto delle frontiere chiuse con l’Fpö, Anselmi, con il sostegno di Comune, Regione e Prefettura, annuncia di voler dare ospitalità a 30 giovani migranti offrendo loro un periodo di formazione nel suo albergo. «In questo modo possono imparare un mestiere e ricostruirsi una vita». Ragazzi che devono essere sani («con una cartella clinica immacolata», precisa) e provenienti da zone di guerra. «Diventati maggiorenni – spiega Anselmi – sarebbero liberi di tornare a casa loro a mettere in pratica ciò che hanno imparato, o restare qui». L’albergatore tarvisiano sa che la sua scelta rischia di portarsi dietro critiche e avversione. Ma questo non lo spaventa più di tanto. «Sento di dover fare qualcosa da un punto di vista umano». E a coloro che già l’accusano di voler speculare sulla pelle dei minori assicura: «Non ci voglio guadagnare nulla. Coperte le spese vive di mantenimento di questi ragazzi, non chiederò un euro in più». L'abergatore, inoltre, vorrebbe far condividere le esperienze di vita di questi ragazzi con i loro coetanei friulani e non, che ogni anno arrivano nell'hotel per le settimane bianche. Probabile anche una collaborazione, in tal senso, con l'istituto Bachmann. 

Le condizioni del sindaco Carlantoni. Le risposte di Torrenti e Zappalorto
Renato Carlantoni apprezza l’umanità di Anselmi, ma pone le sue condizioni alla stipula dell’accordo. «Siamo pronti a firmare domani la convenzione per dare il via al progetto – assicura – però vogliamo garanzie sul fatto che l’arrivo di questi 30 migranti scongiurerà l’apertura dell’hub a Fusine e soprattutto il riutilizzo della caserma Lamarmora per far fronte all’emergenza». Parole condivise dall’assessore Torrenti, che si è trovato d’accordo con la posizione del sindaco. Chi non ha potuto sbilanciarsi più di tanto invece il prefetto Vittorio Zappalorto. «Finché ci saranno emergenze ai nostri confini – dichiara – non potremo escludere alcuna possibilità. Non si vuole imporre nulla ai territori, anzi c’è tutta l’intenzione di confrontarsi con i sindaci. Posso assicurare che se una comunità promuove un progetto come quello pensato qui a Tarvisio, nel momento in cui saranno stabilite le ripartizioni dell’accoglienza diffusa, se ne terrà conto. Siamo attenti – chiude – alle necessità e alle ambizioni, in questo caso turistiche, dei diversi territori».

L’idea di accoglienza di Anselmi
Il progetto proposto da Anselmi ha fatto centro. In Torrenti, che già lo vede proiettato come esempio di innovazione e qualità da riproporre in altri territori («faremo le dovute verifiche e lavoreremo intensamente nei prossimi giorni per dargli attuazione», conferma, aggiungendo che toccherebbe agli enti di formazione regionale impartire le lezioni ai profughi), in Zappalorto («l’iniziativa è valida e cercheremo di fare da regia a tutte le parti coinvolte») e ovviamente in Carlantoni. Quest’ultimo precisa: «Si tratta di una sfida allo Stato e alla Regione: la proposta di Anselmi darà un’opportunità di integrazione sociale a un gruppo di giovani migranti, che non saranno costretti a bighellonare tutto il giorno senza avere qualcosa da fare».
Tarvisio vuole diventare esempio di un’accoglienza di qualità. A patto, però, che questa disponibilità serva a evitare  l’apertura di un centro di accoglienza di grosse dimensioni. Molto dipenderà dalla rotta che le migliaia di profughi sparsi tra Croazia, Austria e Slovenia percorreranno nei prossimi giorni per raggiungere Germania e Francia.