I cittadini sostengono la Zona a traffico limitato

Venanzi assicura: «Sulla Ztl non si torna indietro»

L'assessore rilancia, confermando l'estensione dell'area pedonale anche a piazza XX Settembre e a piazza San Cristoforo. «Serve un cambio di mentalità», assicura

L'assessore Alessandro Venanzi (© Alessandro Venanzi (pagina Facebook))

L'assessore Alessandro Venanzi (© Alessandro Venanzi (pagina Facebook))

UDINE – Da una parte ci sono i commercianti, che ‘spingono’ per l’eliminazione o la riduzione della Zona a traffico limitato. Dall’altra ci sono i cittadini, che come dimostrano i commenti su Fb all’articolo pubblicato mercoledì sul Diario di Udine, non solo promuovono la Ztl, ma addirittura chiedono di estenderla. Poi c’è il Comune di Udine, che per bocca dell’assessore Alessandro Venanzi assicura: «Indietro non si torna».

Il Comune non torna indietro, anzi estenderà la Ztl
Ciclicamente, la questione della Ztl torna a tenere banco a Udine. Questa volta è stato un sondaggio diffuso da Confcommercio e UdineIdea a riproporre l’argomento, con 2 commercianti o gestori di esercizi pubblici su 3 che rivorrebbro l’apertura alla circolazione viaria nelle vie Mercatovecchio, Manin e Vittorio Veneto. Una soluzione non praticabile per l’assessore Venanzi, che pur dimostrandosi aperto al confronto e al dialogo, non lascia spiragli sull’argomento.
«Capisco la necessità degli imprenditori, che esprimono il desiderio di avere una linea chiara e strategica da parte dell’amministrazione comunale sul centro storico per orientare gli investimenti futuri. Da parte nostra, posso garantire che sulla Ztl non si torna indietro, anzi con l’apertura del parcheggio di piazza Primo Maggio ad aprile e con l’avvio dei lavori del Pisus entro fine anno – evidenzia Venanzi – contiamo di estendere la pedonalizzazione del centro anche a piazza XX Settembre e a piazza San Cristoforo. Questo non significa chiudere le strade, ma mettere in atto una precisa strategia di marketing in grado di diventare un volano per l’intero centro cittadino». Una strategia per rendere attrattivo il centro sia sotto il profilo commerciale che turistico e culturale. «Tutti elementi – sottolinea l’assessore – che nei centri commerciali non si possono trovare».

Politiche di pianificazione territoriali sbagliate
Oggi l’amministrazione comunale di Udine si trova a fare i conti con un centro storico svuotato a causa del proliferare di grandi aree commerciali nei comuni dell’hinterland: Tavagnacco, Reana del Rojale, Martignacco. «Udine, nel corso degli anni – chiarisce Venanzi – è stata ‘aggredita’ con l’obiettivo di sottrarre fette di mercato, e questo a causa della permissività di chi era alla guida della Regione, che l’ha permesso. Oggi questo fenomeno si è arrestato, ma indietro non si può tornare, e quindi assistiamo a un progressivo abbandono di quei nuclei commerciali con un lento ma costante riavvicinamento ai centri cittadini. Così facendo sul territorio restano vere e proprie cattedrali nel deserto».
Per rivitalizzare davvero il centro, però, Venanzi è convinto serva un cambio di mentalità. «Stiamo investendo 4 milioni di euro nel centro storico di Udine grazie al Pisus, ma questo non potrà essere l’elemento determinante per modificare le cose. Il mondo è cambiato e non è più possibile pensare ai vecchi modelli. Serve una cambiamento di mentalità da parte di tutti: se ci sarà la massima collaborazione potremo uscire dal momento di difficoltà, ma bisogna smetterla di guardare solo al proprio orticello e porre limiti a ogni tipo di evoluzione».