27 giugno 2017
Aggiornato 19:00
Ha cominciato a disegnare a 10 anni

Daniel Cuello, il fumettista digitale italo-argentino

L'intervista al giovane artigiano che si sta facendo strada nel mondo delle illustrazioni grazie al talento e ai social network

Il disegno che David ha dedicato al Diario di Udine (© Diario di Udine)

UDINE – E’ un artista. Ma anche un artigiano digitale. Il suo talento è rappresentare la realtà a fumetti o attraverso illustrazioni. Si chiama Daniel Cuello, italo-argentino di 34 anni che ha scelto il Diario di Udine per raccontarsi e per mettere in mostra la sua arte. Oggi lavora su commissione, fa parte della grande famiglia di Confartigianato Udine, e il suo nome comincia a circolare negli ambienti che contano, soprattutto sul web. E come spesso accade ai talenti di casa nostra, è più conosciuto e apprezzato fuori dai confini regionali.

Domanda di rito: quando hai cominciato a disegnare?
«Da bambino, avevo 10 anni. Ho disegnato il mio primo personaggio a fumetti, un coniglio. Mi ricordo ancora quel giorno, il 15 ottobre 1992: ho abbandonato il disegno ‘da bambino’ per passare a qualcosa di più strutturato. Le prime storie, i primi volumetti illustrati».

Ti sei fatto subito affascinare dal mondo dei fumetti?
«Il genere mi ha sempre appassionato. Andavo matto per Topolino e per Tiramolla».

Quando la passione è diventata una professione?
«Preciso che sono un autodidatta. Ho studiato all’istituto d’arte Sello di Udine, ma per fumetti e illustrazioni c’era poco spazio. All’Università mi sono iscritto a Scienze e tecnologie multimediali, ma tutto quello che ho imparato nel mio campo l’ho imparato da solo».

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi racconti?
«Mi piacciono i personaggi della vita quotidiana, le persone comuni. Non sono un disegnatore di supereroi o di ragazze bellissime. Questi sono personaggi ampiamente già ritratti da altri».

Nelle tuoi disegni spesso, a essere protagonisti sono persone di una certa età che si muovono in ambienti urbani non definiti.
«Preferisco disegnare i vecchietti, ma non per un motivo particolare, semplicemente perché mi piace riempirli di segni che poi diventano rughe».

C’è tanta concorrenza in Friuli nel tuo settore?
«Siamo in tanti, e tutti belli tosti. Negli ultimi anni si è creato un bel fermento,  e non a caso tra pochi giorni Latisana ospiterà il Friûl Comics Fest, festival nazionale del fumetto e dell’illustrazione (dal 15 al 17 aprile)».

Lavorare a Udine ti penalizza o è un vantaggio?
«Un po’ penalizza, ma ora con il web le distanze sono azzerate. Però fino a 5 o 6 anni fa era difficile farsi conoscere fuori regione. Oggi è diverso, con i social tutto è più facile. Senza Facebook molti editori non avrebbero cominciato a seguirmi e non avrei mai potuto lavorare con loro».

Però si corre il rischio di essere copiati più facilmente.
«A me non è mai successo. Il rischio c’è, ma va corso. Negli ultimi due anni ho lavorato molto proprio grazie ai social». 

Le nuove tecnologie sono fondamentali anche per la realizzazione dei tuoi disegni. Ormai hai abbandonato la carta per il digitale?
«Con il digitale si risparmia: non ci comprano nè carta nè colori. E poi se si sbaglia non si rischia di dover buttare via tutto. E’ cambiata la logica in cui ci si approccia al lavoro. Però per far sì che questa passione e diventi una professione le regole sono le stesse di un tempo: servono impegno, costanza e talento».

Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Esporrò i miei lavori al Friûl Comics Fest e sto per pubblicare un libro con BAO Publishing».

Hai un sogno nel cassetto?
«Continuare ad avere una vita dignitosa vivendo con quello che mi piace fare».

Sito www.danielcuello.com
Facebook danielcuello.com
Twitter @daniel_cuello