Emergenza immigrazione

Nel 2017 cresceranno i migranti «istituzionali» a Udine

Si passerà dagli attuali 313 a 350 richiedenti asilo a cui gestione diretta spetta al Comune. Firmata una convenzione con la Prefettura. Le proteste di Tanzi (Forza Italia) e Pittoni (Lega Nord).

Migranti 'accampati' nel parcheggio Moretti (© Diario di Udine)

Migranti 'accampati' nel parcheggio Moretti (© Diario di Udine)

UDINE – Nel 2017 il numero di migranti ‘istituzionali’, cioè quelli la cui gestione diretta spetta al Comune di Udine, aumenterà, passando dagli attuali 313 a 350. E’ quanto previsto dalla convenzione tra Stato (attraverso la Prefettura) e il Comune, che garantirà a palazzo D’Aronco 4 milioni di euro, 32 euro a persona al giorno. Grazie a questo accordo, che rientra nell’ambito del progetto Aura (Accoglienza Udine richiedenti asilo), il Comune ha a sua volta affidato la gestione del servizio di accoglienza (tramite gara pubblica) al Centro Balducci, alla Caritas, alle associazioni Nuovi cittadini e Oikos, alla cooperativa sociale Il mosaico.
L’accordo non è passato inosservato, facendo gridare allo scandalo alle opposizioni. Vincenzo Tanzi (Forza Italia) parla di «business dell’accoglienza», mentre il leghista Mario Pittoni punta il dito contro il sindaco Furio Honsell.

Tanzi e il confronto pensionato-migrante
«Mentre gli italiani perdono il lavoro, alcuni non arrivano alla fine del mese, le aziende chiudono e i giovani fanno fatica a trovare lavoro – afferma Tanzi – i profughi che scappano da chissà quale guerra e persecuzioni, come loro dicono, a Udine sono serviti e riveriti. Anche se l’importo non ricadrà sulle casse del Comune e non comporterà oneri aggiuntivi per l’Amministrazione, poiché sarà coperto con il rimborso statale, tutto ciò poco importa, sempre di soldi pubblici stiamo parlando». Tanzi fornisce poi una serie di numeri: «Per un pensionato anziano lo Stato spende circa 600 euro mensili di pensione minima pari a 20 euro al giorno, per un profugo si spendono in totale 32 euro per vitto e alloggio, ciò significa 960 euro al mese. Con una differenza in negativo a discapito del pensionato pari a 360 euro mensili. Sfogliando anche i bilanci del comune di Udine dal 2013 al 2015 infine – sottolinea il forzista – si nota che la spesa per accogliere nel 2015 rispetto al 2013 sia ben oltre quintuplicata. Infatti, nel 2013, alla voce Servizi assistenziali e prevenzione sociale-Area extracomunitari a bilancio comunale risultano 812.356 mila euro. Stessa voce nel 2014 è passata a 2.700.569 euro, e nel 2015 la somma è lievitata a 4.929.078 euro. Un totale in tre anni pari a 8.442.003 euro. Cifre importati – conclude – che danno la percezione di un fenomeno che se si continua a finanziarlo con soldi pubblici degli italiani e degli udinesi che lavorano e pagano le tasse, non finirà mai col rischio di creare discriminazioni sociali e può innescare delle vere battaglie tra poveri».

Pittoni punta il dito contro Honsell 
«Sui migranti Honsell metta d'accordo le parole con gli atti concreti. Continua a dire che ‘non è accettabile’ andare oltre le quote di profughi stabilite, ma solo col progetto Aura i posti, che l'anno scorso Udine aveva già portato da poco più di duecento a 313, con l'ultima decisione di giunta vengono incrementati fino a 350, mentre all'ex caserma Cavarzerani si lavora per accogliere stabilmente il doppio delle persone concordate. E la scusa è la solita: ‘colpa dei Comuni che si rifiutano di gestire richiedenti asilo’. Caro sindaco, non è con l'accoglienza diffusa imposta da Serracchiani (nei fatti solo una pianificazione dell'invasione in un territorio spesso neppure adeguatamente attrezzato) che si risolve il problema. Prema invece su Roma affinché si decida a lanciare segnali utili a raffreddare i flussi, come stanno facendo tutti gli altri Paesi». Parole di Mario Pittoni, neo presidente della Lega Nord Fvg e capogruppo del Carroccio a palazzo D'Aronco, con un'esperienza in commissione Politiche Ue del Senato che si occupa specificamente di flussi migratori. «Mi chiedo – aggiunge Pittoni – perchè Honsell continui a ignorare il nostro appello a farsi portavoce della richiesta di soppressione del terzo livello di protezione. Anomalia tutta italiana, che attira migliaia di clandestini in cerca di fortuna (nulla a che fare con i profughi di guerra) in un territorio che non offre più lavoro neanche a chi qui è nato e cresciuto. La protezione aggiuntiva si può correggere in qualsiasi momento con un semplice atto del Governo, liberando risorse per i profughi ‘veri’ oltre che – conclude Pittoni - per i nostri concittadini in difficoltà».