100 euro a un nigeriano

Prima multa per accattonaggio molesto a Udine

Polizia locale in azione dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento. Sul tema interviene Pittoni (Ln): "Vanno confiscati anche i proventi dell'illecito"

Prima multa per accattonaggio molesto a Udine (© Adobe Stock)

Prima multa per accattonaggio molesto a Udine (© Adobe Stock)

UDINE – E’ arrivata la prima multa per accattonaggio molesto a Udine dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento della Polizia locale. A essere punito è stato un nigeriano in via Leonardo da Vinci: 100 euro di sanzione per aver ‘interferito con l’attività commerciale’ davanti alla quale si era posizionato.

Un tema su cui è intervenuto Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord a palazzo D'Aronco e presidente del Carroccio Fvg. «Bene la prima multa per accattonaggio molesto in via Leonardo da Vinci. Difficile però da incassare con figure che spesso risultano nullatenenti. La soddisfazione nel testo definitivo del nuovo Regolamento di Polizia locale è, in realtà, aver fatto digerire alla maggioranza di centrosinistra le ‘sanzioni accessorie previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689’. Vale a dire la confisca dei proventi dell'illecito e delle cose ‘destinate a commettere la violazione’. E' questo il vero deterrente!».

Pittoni per primo, a inizio legislatura, ha denunciato la vetustà del regolamento datato 1925, chiedendone l'aggiornamento. «Avevo collaborato – ricorda Pittoni - con il comandante Bedessi alla stesura della bozza. Ma il progetto è rimasto a lungo nei cassetti del sindaco, pur in presenza dell'impegno della maggioranza consiliare a varare l'aggiornamento entro il 31 dicembre 2013. Per sollecitarlo, a un certo punto abbiamo pure iniziato a raccogliere firme su una petizione popolare. Poi finalmente la situazione si è sbloccata e l'unica mia preoccupazione è stata quella di vigilare affinché non venissero stravolte o cancellate le parti relative alla sicurezza, alle quali come Lega Nord ero più interessato. Ora – annuncia Pittoni – torneremo alla carica anche sulla proposta (finora respinta) di un coordinamento tra Forze dell'ordine, Polizia locale, Azienda per l'assistenza sanitaria e Servizio edilizia privata, per un più efficace controllo delle residenze nei quartieri cittadini con particolari criticità».