27 maggio 2017
Aggiornato 13:30
Il bilancio del servizio

Sportello Antimobbing, 4.000 colloqui in dieci anni di attività

200 i casi seguiti solo nel 2016, consulenze in aumento (+13% sul 2015). Le persone sono seguire da un team di professionisti formato da un avvocato, un medico del lavoro uno psichiatra

La presentazione del bilancio dello sportello anti mobbing (© Provincia Ud)

UDINE - E' attivo da 10 anni il punto di ascolto antimobbing della Provincia di Udine (presente sia a Udine, sia nella sede periferica Tolmezzo) che accoglie i lavoratori che hanno subito vessazioni sul posto di lavoro e attiva un percorso di accompagnamento personalizzato con l’assistenza fornita da un team di professionisti (avvocato, medico del lavoro, psichiatra). Un periodo durante il quale si sono rivolti 1.689 lavoratori, 1.169 quelli presi in carico per diverse forme di vessazioni e malessere sul posto di lavoro o violazioni di diritti (70% donne, 30% uomini), circa 4 mila i colloqui forniti tra accoglienza, incontri specialistici e collegiali. Un bilancio dell'attività svolta è stato fatto a palazzo Belgrado dall’assessore provinciale Elisa Asia Battaglia. Tra gli utenti del servizio, rientrano anche le 86 persone che si sono rivolte allo sportello anticrisi (l’unità che dal 2013 si occupa delle problematiche legate alle cartelle esattoriali).

Chi si rivolge al servizio e per che problematica
Anche nel 2016 si conferma la tendenza degli ultimi anni con una prevalenza di donne seguite dal servizio nella fascia d’età compresa tra i 41 e i 50 anni con un diploma di scuola superiore, un contratto a tempo indeterminato nel settore privato con un profilo di impiegata o operaia. Umiliazioni, critiche, eccesso di controllo sull’attività lavorativa, marginalizzazione dell’attività lavorativa ma anche attribuzione di incarichi eccessivi o svuotamento delle funzioni, la tipologia più frequente di vessazioni dichiarate dagli utenti. A metterle in atto nella maggior parte dei casi i responsabili, i titolari e in seconda battuta i colleghi pari grado.

Un paio di casi tipo
E' stato raccontato il caso di un lavoratore che, dopo essere stato sorpreso a dormire durante il turno di lavoro notturno a seguito della somministrazione di un farmaco, è stato subito richiamato e convocato dall’azienda, e con la scusa apparente di subire un’azione di risarcimento danni, è stato sollecitato alle dimissioni (già trovate prontamente scritte). Chiama la moglie, l’avverte del problema e si dimette «per paura che gli mangino la casa». Il Punto di Ascolto gli consiglia di revocare le dimissioni davanti al Giudice e si istituisce la causa che viene vinta dal lavoratore per essere stato costretto alle dimissioni. Tra i casi di successo anche quello di un lavoratore di un ente pubblico che, dopo un periodo di ottima collaborazione e scarsa conflittualità, comincia a notare un aggravio di mansioni subito dopo aver presentato una richiesta di congedo parentale. Nonostante fosse un diritto, tale richiesta, secondo il racconto del lavoratore, era stata percepita dal superiore come un modo per evitare determinati turni. Il lavoratore, per cercare di calmierare i conflitti, aveva dunque ritirato la richiesta di congedo parentale ma da quel momento erano cominciate tante contestazioni, anche 4 in 15 giorni. Si era perciò rivolto al Punto di Ascolto che, con il sindacato, dopo vari incontri sulle strategie di uscita, ha incoraggiato il sindacalista a informare i vertici dell’azienda con i quali veniva decisa un’osservazione dei comportamenti di questo superiore, seguita da un percorso di formazione per migliorare le sue modalità comportamentali. Questa iniziativa ha portato a migliorare l’ambiente lavorativo e a garantire il prosieguo in azienda all’utente.

L'appello dell'assessore Battaglia 
Soddisfatta dell’operatività dello sportello fortemente voluto dalla Provincia di Udine ma anche sconfortata dall’elevato numero delle richieste di aiuto, l’assessore provinciale Battaglia. «Molti cittadini hanno trovato un aiuto concreto e reale ai loro problemi; si è diffusa una maggiore consapevolezza riguardo alle vessazioni sul posto di lavoro e come si possano affrontare anche se la casistica rimane alta. Importante è l’attività di prevenzione, ambito dove ritengo ci sia ancora molto da fare perché il posto di lavoro non sia più foriero di situazioni di malessere e sofferenze, perché le angherie non abbiano terreno fertile e i vessatori non si sentano liberi e autorizzati di agire contro colleghi o sottoposti». Battaglia ha inoltre sollecitato la Regione Fvg ad emanare il regolamento correlato alle modifiche introdotte con la legge 6/2016 per dare continuità al servizio.

Orari del Punto Antimobbing: lunedì e mercoledì dalle 10 alle 18 e il giovedì dalle 10 alle 16 a Udine (0432-279752); il martedì dalle 11 alle 16 a Tolmezzo (0433-457014).