Sanità

Al via la nuova campagna sugli screening oncologici

Telesca: "una buona adesione consente di avere una migliore organizzazione nell'erogazione delle prestazioni e, in modo indiretto, incide sulle liste d'attesa"

Al via la nuova campagna sugli screening oncologici (© Regione Friuli Venezia Giulia)

Al via la nuova campagna sugli screening oncologici (© Regione Friuli Venezia Giulia)

FVG – Conta circa 5 mila unità il materiale informativo (tra manifesti, locandine e brochure) che sarà distribuito a tutti i Comuni, ma anche alle farmacie e agli studi di medicina generale. L’obiettivo che si prefigge la Regione Fvg, con questa nuova campagna divulgativa per la prevenzione, è infatti quello di raggiungere il più ampio pubblico e sostenere le persone nell'adesione partecipata e consapevole agli screening oncologici. Una diffusione capillare che sfrutterà anche il nuovo sito web dedicato (www.screening.regione.fvg.it), consultabile anche da smartphone e tablet, per trovare in modo rapido e completo tutte le informazioni aggiornate: dalle modalità di adesione alle garanzie tecniche offerte fino alla completezza del percorso di prevenzione organizzato dalla Regione.

I numeri della prevenzione in Fvg
Assieme all’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, il 2 marzo, in occasione della presentazione della campagna d'informazione sugli Screening oncologici promossi dalla Regione Friuli Venezia Giulia, c’erano anche Nora Coppola e Francesco Gongolo, direttore e funzionario dell’area promozione salute e prevenzione Fvg. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare i dati sull'adesione al programma di screening: resta pressoché invariato il numero di cittadini che in Fvg si affida stabilmente agli screening oncologici organizzati dalla Regione. «Puntiamo molto sulla prevenzione, a cui sono destinate importanti risorse del bilancio regionale, e lo screening è, in questo senso, uno strumento fondamentale. – ha spiegato l'assessore - La nuova campagna informativa nasce proprio per accrescere la percentuale di adesioni che oggi tocca il 60 per cento. Un dato significativo, cresciuto nel tempo, che vogliamo incrementare ancora, fino a raggiungere, nel 2017, il 70 per cento, in particolare per quanto concerne il colon retto».

Pap test
In regione il primo programma a essere attivato è stato quello per la diagnosi precoce del cancro della cervice uterina, meglio conosciuto come Pap test, che dal 1999 al 2015 ha visto aumentare l'adesione dal 40 per cento al 59,4 per cento. I dati del 2015 rivelano che 60.902 donne su 102.469 invitate allo screening hanno aderito. Il 2,5 per cento delle aderenti (1.534) sono state sottoposte a un esame di secondo livello, la colposcopia, che ha evidenziato 151 lesioni precancerose di basso grado e 307 lesioni di alto grado o invasive.

Screening mammella
Nel 2005 è stato avviato, invece, lo screening del cancro della mammella, rivolto alle donne dai 50 ai 69 anni, che sono invitate a eseguire una mammografia ogni due anni. Per chi aderisce regolarmente il programma continua fino ai 74 anni. Anche in questo caso si è registrato un significativo aumento dell'adesione, passata dal 50 per cento nel 2005 al 60,2 per cento nel 2015. I dati indicano che su 93.924 donne invitate, 56.565, nel 2015, hanno aderito. Di queste il 6,3 per cento (3.543) è stata richiamata per un approfondimento che ha fatto riscontrare 368 tumori diagnosticati e presi in cura per accertamenti successivi. Sui tumori femminili, Telesca ha voluto ricordare lo studio, al momento già in stato avanzato, per allargare lo screening senologico a donne più giovani rispetto all'età prevista, che possono avere una predisposizione familiare al cancro.

Prevenzione del cancro al colon retto
Dal 2008 è infine operativo il programma di prevenzione e diagnosi precoce del cancro del colon retto, che si rivolge a uomini e donne dai 50 ai 69 anni, invitati a eseguire un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni. Anche in questo caso, chi aderisce regolarmente viene invitato fino ai 74 anni. Dal 2008 al 2015 la partecipazione è balzata dal 36,4 per cento al 60,3 per cento. Nel 2015 sono state 97.592, su 161.898, le persone che hanno effettuato il controllo preventivo. Il 4,9 per cento (4.780) ha eseguito una colonscopia che ha rilevato: 131 adenomi cancerizzati o cancri invasivi, 551 adenomi avanzati e 1264 adenomi iniziali.

Il perché della campagna
«La campagna informativa - ha spiegato Telesca - è pensata per far conoscere maggiormente l'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce; le persone devono continuare a comprendere la strategicità degli screening. Si tratta - ha aggiunto - di un investimento importante sulla salute dei cittadini perché molto spesso attraverso gli screening si può intercettare per tempo la malattia. La prevenzione è un investimento: quello che spendiamo lo recuperiamo in termini di salute dei cittadini e di minori costi sanitari».

Partecipazione attiva
La partecipazione, secondo l'assessore, incide anche sulle liste d'attesa «una buona adesione - ha chiarito - consente di avere una migliore organizzazione nell'erogazione delle prestazioni e, in modo indiretto, incide sulle liste d'attesa». L'iniziativa è nata dal coinvolgimento degli operatori dello screening, lavorando sulla complessità delle ragioni che inducono le persone a partecipare o meno a questo importante strumento di prevenzione. Sono stati quindi scelti slogan e immagini differenziati per gli screening femminili (mammella e collo dell'utero) e per quello del colon retto (che si rivolge anche agli uomini, più restii a sottoporsi agli esami), evocando rispettivamente un'alleanza fra le generazioni e il sentimento di responsabilità nei confronti di chi amiamo.