27 maggio 2017
Aggiornato 13:30
La polemica

Uti della Carnia: 'guerra' istituzionale tra Comuni

Il sindaco di Tolmezzo annuncia un ricorso al Tar contro il collega di Paulao per la scelta di uscire dall'Unione. L'ira di Ar e Ln, la difesa del Pd

Tondo, Moretti e Mazzolini (© Diario di Udine)

PAULARO – Sta scatenando un vero e proprio putiferio politico la scelta dell’Uti della Carnia guidata dal sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo di ricorrere al Tar contro la scelta del Comune di Paularo di chiamarsi fuori dall’Unione Territoriale Intercomunale. All’attacco Autonomia Responsabile e Lega Nord, con il Pd che, invece, difende la posizione di Brollo.

L’attacco di Tondo e Mazzolini
«I sindaci non sono prigionieri politici. Sarebbe il caso che qualcuno lo spiegasse a Francesco Brollo, presidente dell’Uti della Carnia. Paularo vuole uscire dall’Unione Territoriale? É una decisione libera e legittima, e gode del mio pieno sostegno». Così Renzo Tondo, presidente del gruppo regionale di Autonomia Responsabile. «Brollo dovrebbe essere garante del territorio e della comunità, invece si limita a svolgere il ruolo di esecutore di ordini che piovono dall’alto. La politica dovrebbe essere confronto, dialettica e sintesi. Ricatti, minacce e battaglie legali mortificano la politica, e allontanano ulteriormente l’opinione pubblica».
Sostegno al sindaco di Paularo Daniele Di Gleria arrivano anche da Stefano Mazzolini, esponente della Lega Nord. «La scelta di ricorrere al Tar da parte del sindaco Francesco Brollo dimostra tutta l’arroganza della sinistra al potere».«Non bastava il fatto che la riforma fosse stata calata dall’alto da un punto di vista politico – sbotta Mazzolini – ora si vuole costringere a restare all’interno dell’Uti anche con l’utilizzo della giustizia. Robe da matti. Dov’è finita la liberta di azione dei nostri sindaci?». Il leghista è certo che la scelta di Brollo sia dettata da un ordine arrivato dall’alto: «Ormai abbiamo capito come funziona – conclude – Serracchiani ordina e i suoi subalterni eseguono. La Carnia e la montagna non rinasceranno mai se si continuerà ad abbassare la testa e a prendere ordini da gente venuta da fuori».

La difesa di Moretti
«Mi pare comprensibile che il presidente dell'Uti della Carnia, ricorrendo al Tar contro l’uscita dall’Unione del Comune di Paularo, si preoccupi in prima persona della questione. In tal senso mi pare che non si consideri affatto che i primi a poter essere danneggiati da una scelta contro la legge 26/2014 (che non prevede la recessione volontaria e parla di 10 anni di obbligatorietà) siano proprio tutti gli altri Comuni che hanno aderito all'Uti e quindi, di conseguenza le stesse comunità. Si tratta di un atto dovuto». A dirlo è il capogruppo del Pd, Diego Moretti replicando alle critiche di Renzo Tondo sul caso dell'Uti della Carnia. «Non penso che Brollo sia esecutore degli ordini di qualcun altro, anzi, attraverso questa sua decisione si è reso garante di un territorio e delle sue comunità».