Enti locali

Una proposta di legge per ripristinare le ex Province

I consiglieri regionali di FdI/An e Ln, Luca Ciriani e Barbara Zilli, sono i fautori dell'iniziativa per modificare la riforma delle Uti

Ciriani e Zilli (© Diario di Uidne)

Ciriani e Zilli (© Diario di Uidne)

UDINE - I consiglieri regionali di FdI/An e Ln, Luca Ciriani e Barbara Zilli, hanno presentato una proposta di modifica della legge regionale 26 del 2014 sul riordino del sistema Regione-Autonomie locali in Friuli Venezia Giulia e ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali (Uti). L'obiettivo è ripristinare il ruolo delle ex Province, ovvero «ridare dignità e funzioni amministrative chiare agli enti sovracomunali di area vasta - hanno spiegato i due consiglieri -, superando il caos creato dalla riforma regionale voluta da Serracchiani-Panontin e mandando definitivamente in soffitta le Uti, 18 carrozzoni burocratici di cui nessuno sa cosa farsene».

I contenuti della proposta
L'intento della proposta legislativa è arrivare a «uno scioglimento delle attuali Uti, figlie di una riforma regionale degli enti locali voluta, scelleratamente, dalla giunta Serracchiani, e a un ripristino delle ormai ex Province, ma in una forma più snella e moderna, attraverso l'istituzione di quattro aree territoriali, 'Giuliana', 'Goriziana', 'Udinese' e
'Pordenonese', adeguate per l'esercizio in forma associate di funzioni comunali, sovracomunali e di area vasta per la gestione coordinata di quei servizi prima in carico alle Province e oggi affidate in maniera confusa e inconcludente fra Regione e Uti»
. Questo il fulcro della proposta dei consiglieri di FdI/An e Ln. 
Il Piano di riordino territoriale formulato nella proposta di legge Ciriani-Zilli individua i Comuni appartenenti alle aree territoriali adeguate per l'esercizio in forma associata di funzioni comunali, sovracomunali e di area vasta e per la gestione coordinata di servizi, secondo i seguenti criteri: contiguità territoriale; omogeneità, complementarietà e integrazione delle caratteristiche geografiche, demografiche, di mobilità, ambientali, economiche, socio-culturali e infrastrutturali; dimensione degli ambiti territoriali idonea ad assicurare l'esercizio delle funzioni e l'organizzazione dei servizi a livelli adeguati di economicità ed efficacia.

Il riferimento diventa la legge Del Rio
«Per il funzionamento delle Uti provinciali che proponiamo - hanno chiarito ancora Ciriani e Zilli - facciamo rinvio, sia per il sistema elettorale di secondo grado sia per le funzioni da attribuire loro e per la disciplina in generale, alla legge nazione cosiddetta Del Rio (n. 56 del 2014). Certo non è uno sforzo di fantasia incredibile, ma almeno riteniamo sia meglio del nulla ingarbugliato finora fatto in Regione". «Insomma una riforma che dia una casa alle quattro identità culturali, sociali, economiche, storiche, certi che questo consentirà alle comunità coinvolte di ripartire assieme dopo lo tsunami istituzionale di un epoca che per fortuna sta per finire, a Roma come a Trieste»