27 giugno 2017
Aggiornato 19:00
La proposta

Fusione tra Comuni: ci provano anche i due 'Forni'

A farsene promotore è l’ex sindaco di Forni di Sotto, Gianni Nassivera, che ha dato vita a una serie di incontri con le popolazioni dei due territori

Una veduta di Forni di Sopra (© Forni di Sopra)

UDINE - Gli apripista sono stati i Comuni di Rivignano e Teor, la cui fusione non soltanto è andata in porto, ma è stata 'benedetta' anche dall’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dimostrando probabilmente che prima delle Uti si sarebbero potute esplorare altre vie.
Poi è stato un susseguirsi di tentativi giocati a colpi di referendum, la cui architettura amministrativa e istituzionale non ha certo favorito gli enti locali a caccia di fusioni in grado di ridurre i costi e rendere più efficaci ed efficienti i servizi ai cittadini. Ce l’hanno fatta anche Valvasone e Arzene. Ora ci stanno provando Treppo Carnico e Ligosullo. E lo stanno facendo molto seriamente con un progetto vero - i referendum sono previsti per il prossimo autunno - consapevoli che la 'legge' del campanile fa parte di un mondo altro, superato, arcaico e che la pubblica amministrazione è costretta a fare i conti con numeri impietosi: quelli demografici e quelli di bilancio.

E sempre dalla montagna rimbalza la voce di un altro tentativo di fusione – questa volta però osteggiato dai rispettivi primi cittadini – tra Forni di Sotto e Forni di Sopra. A farsene promotore è l’ex sindaco del primo municipio citato, Gianni Nassivera, che ha dato vita a una serie di incontri con le popolazioni dei due territori. Nassivera ritiene che gli amministratori dei sue Comuni dovrebbero essere «consapevoli della gravità della situazione» in cui versano le due realtà contermini alle prese con i drammatici problemi dello spopolamento, della fuga dei giovani, dell’occupazione, della mancanza di risorse e di prospettive. Alcuni dati su tutti: gli alunni delle elementari sono 37 e 21 rispettivamente per Forni di Sopra e Forni di Sopra e quelli delle medie 21 e 10, mentre l’imponibile pro-capite riferito al 3015 e relativo alla graduatoria sui 137 Comuni della provincia di Udine colloca Forni di Sopra al 129 posto (imponibile di 15.077 euro) e Forni di Sotti addirittura al 136 posto (imponibile di 14.062 euro).

Secondo Nassivera «si presenta inderogabile la necessità di una determinata nonché fattibile iniziativa unitaria tra i due Comuni, finalizzata all’utilizzo delle risorse presenti in loco, iniziativa questa che non può prescindere da un coinvolgimento dell’università di Udine e delle restanti istituzioni pubbliche». Come detto, i due primi cittadini per adesso – nonostante i 'numeri' siano impietosi (ad esempio la popolazione complessiva era di 1.839 abitanti nel 2001 ed è di 1.567 al 31 dicembre del 2016) – non hanno o non avrebbero alcuna intenzione di intraprendere assieme la strada della fusione nonostante, sempre ad esempio, tutto il territorio dei due Comuni sia riconosciuto 'Bene Unesco'. Già, preferiscono rimanere divisi alla meta. Per arrivare assieme al capolinea. (d.pe)