29 maggio 2017
Aggiornato 21:00
Il progetto iniziato a febbraio 2017

Presentato Bio-crime, progetto contro il traffico illecito di animali

Corsi di formazione per pubblici ufficiali, sviluppo di protocolli operativi congiunti, realizzazione di una piattaforma digitale web per la condivisione dei dati, sorveglianza epidemiologica degli animali sequestrati, progetti di educazione dei cittadini sono solo alcune delle attività che vengono finanziate

Presentato Bio-crime, progetto contro il traffico illecito di animali (© AdobeStock | kozorog)

UDINE«Il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia sono rotte di transito e di destinazione per il traffico illegale di animali da compagnia, regioni da cui passano soprattutto centinaia di cuccioli di cani e gatti, destinati a un mercato nero il cui fatturato risulta essere secondo solamente al traffico di droga: un fenomeno ancora non così noto all'opinione pubblica ma molto grave perché, oltre agli aspetti etici e commerciali, comporta un elevato rischio di introduzione di gravi malattie trasmissibili all'uomo, come la rabbia. Il progetto Bio-crime, di cui siamo capofila, sarà un caposaldo per il contrasto e la prevenzione di questi fenomeni». Lo ha spiegato il 10 marzo, a Udine, l'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, presentando assieme ai rappresentanti di tutti i partner il progetto di cui la direzione centrale Salute è capofila e coordinatrice.

'Bio-crime' è stato finanziato dalla Comunità Europea tramite i fondi di sviluppo regionale - Interreg Va Italia Austria con 1 milione e 100 mila euro e coinvolge i servizi veterinari del Land Carinzia, il Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. I partner associati sono il Gect Euregio senza confini Friuli Venezia Giulia - Veneto - Carinzia, il servizio veterinario della Provincia di Bolzano, la polizia postale - compartimento del Friuli Venezia Giulia e, per la Carinzia, la polizia, la polizia Finanziaria, l'ordine dei veterinari.

«I sempre più frequenti 'eventi sentinella' che si verificano tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia destano preoccupazione, soprattutto per le possibili gravi conseguenze per salute pubblica - ha affermato Telesca, ringraziando il Servizio regionale sanità pubblica e in particolare il promotore del progetto, Paolo Zucca, le Forze dell'Ordine e i partner del Land Carinzia, del Veneto e della Provincia autonoma "perché - ha sottolineato - siamo tutti al lavoro per creare una rete che ci aiuterà ad affrontare al meglio problemi emergenti dei nostri rispettivi territori, nella consapevolezza che le malattie non si fermano ai valichi confinari». Corsi di formazione per pubblici ufficiali, sviluppo di protocolli operativi congiunti, realizzazione di una piattaforma digitale web per la condivisione dei dati, sorveglianza epidemiologica degli animali sequestrati, progetti di educazione dei cittadini sono solo alcune delle attività che vengono finanziate con Bio-crime, progetto iniziato a febbraio 2017 e che si concluderà a luglio 2019. A sottolineare come si tratti di un'iniziativa che consentirà di superare confini geografici per permettere lo scambio di competenze è stata in particolare la console onoraria d'Austria del Fvg, Sabrina Strolego.

Il vice questore aggiunto Alessandra Belardini, dirigente del compartimento polizia postale del Friuli Venezia Giulia, ha invece illustrato quali siano le specifiche competenze che la Polizia postale potrà mettere in campo nel settore del cybercrimine legato al traffico illegale di animali, ricordando che l'Italia ha attivato per prima un sito all'interno della Polizia postale (www.commissariatodips.it) dove i cittadini possono effettuare segnalazioni e sporgere denuncie on-line.

Una quota di finanziamento di 200 mila euro (100 per il Land Carinzia e 100 per la Regione Fvg) sarà destinata all'acquisto di attrezzature (gabbie, voliere, etc) per la quarantena in biosicurezza per gli animali confiscati (cani, gatti, uccelli altre specie) da collocarsi nei canili e nei centri di recupero animali. Tali attrezzature saranno utilizzate anche dopo la conclusione del progetto e diventeranno parte integrante del sistema di risposta rapida alle emergenze biologiche dei Servizi veterinari delle due regioni. I laboratori nazionali di riferimento, Ages di Vienna e Izsve di Padova, si occuperanno invece della sorveglianza epidemiologica del virus della rabbia negli animali confiscati con particolare riferimenti ai cuccioli di cane e gatto; Area Science Park, infine, metterà a disposizione l'esperienza di innovazione tecnologica soprattutto per integrare gli aspetti Ict e scientifici del progetto.