Diplomazia

Fvg-Slo: Bolzonello-Pahor, amicizia e rapporti eccellenti

L'11 marzo, a San Pietro al Natisone, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della sede rinnovata dell'Istituto Comprensivo statale con insegnamento bilingue sloveno-italiano

Fvg-Slo: Bolzonello-Pahor, amicizia e rapporti eccellenti (© Regione Friuli Venezia Giulia)

Fvg-Slo: Bolzonello-Pahor, amicizia e rapporti eccellenti (© Regione Friuli Venezia Giulia)

SAN PIETRO AL NATISONE - «Invito il presidente Pahor a riportare in Patria l'immagine di un Friuli Venezia Giulia che ha la giusta considerazione dei suoi cittadini di lingua slovena, a quelli di oggi e a quelli che verranno». Sono le parole con cui il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, concludendo il suo discorso di saluto, si è rivolto al presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, ospite d'onore, l'11 marzo a San Pietro al Natisone, alla cerimonia di inaugurazione della sede rinnovata dell'Istituto Comprensivo statale con insegnamento bilingue sloveno-italiano.

La scuola, riconsegnata all'edificio storico di viale Azzida dopo sette anni di lavori di ristrutturazione, da oggi è intitolata a Paolo Petricig, insegnante e intellettuale poliedrico delle Valli del Natisone, nonché uno dei fondatori dell'istituto bilingue che fu istituito nel 1984. «Dobbiamo avere la consapevolezza - ha affermato Bolzonello - che oggi qui stiamo concretamente costruendo un momento di storia. Stiamo compiendo un gesto che non è solo simbolico: il nostro è un atto che si può vedere e toccare, che incide sulla vita delle famiglie e che alza il livello dei diritti e delle tutele dovute alla comunità slovena. Alza cioè il livello di civiltà di tutti».

«Armonizzare la diversità - ha aggiunto il vicepresidente della Regione - è una sfida che il Friuli Venezia Giulia ha saputo affrontare diventando un laboratorio da cui prendere esempio». A testimonianza di ciò sono stati citati la recente istituzione dell'ufficio centrale per la lingua slovena, affinché sia più agevole l'uso dello sloveno nell'ambito della Pubblica amministrazione, e l'inserimento nel programma triennale regionale dei lavori pubblici la ristrutturazione del Narodni dom di Trieste, edificio simbolo degli sloveni in Italia, incendiato per mano fascista nel 1920.

Bolzonello ha quindi voluto ribadire "l'eccellente stato dei rapporti bilaterali" con la vicina Repubblica, ricordando «la cordialità degli incontri che Pahor ha avuto con l'ex presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano sul Monte Santo e con l'attuale presidente, Sergio Mattarella a Doberdò del Lago. La Regione Friuli Venezia Giulia - ha evidenziato - è in prima fila, orgogliosa delle relazioni dirette e avanzate che intrattiene con la Slovenia, nella ricerca dei vantaggi derivanti da una cooperazione europea rafforzata a livello di macroarea, nella Regione Alpina e nella Regione Adriatico-Ionica».

A questo proposito, Bolzonello ha ricordato i temi che sono di comune interesse, dalla mobilità transfrontaliera su rotaia, ai progetti condivisi nel sociale, nell'istruzione e nella difesa dell'ambiente. La necessità di collaborare e mantenere vive le diverse identità è stata ribadita anche da Pahor che nel suo discorso a braccio ha lanciato un monito per la difesa dei valori fondanti dell'UE, rivolgendosi ai presenti con un saluto "agli sloveni ed europei, agli italiani ed europei, ai friulani ed europei".

Alla cerimonia, iniziata con i saluti di benvenuto del sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, e della dirigente scolastica Sonja Klanjscek, hanno preso parte, tra quasi 500 persone, anche il ministro degli Sloveni nel mondo, Gorazd Zmavc, la console slovena a Trieste, Ingrid Sergas, il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, le deputate Tamara Blazina e Sereno Pellegrino, gli assessori regionali Mariagrazia Santoro e Loredana Panariti, il presidente e il vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Iacop e Igor Gabrovec, diversi consiglieri regionali, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, molti sindaci delle Valli del Natisone e delle zone limitrofe della Slovenia, nonché i presidenti di Skgz e Sso, le due principali organizzazioni slovene in Italia, Rudi Pavsic e Walter Bandelj.