27 maggio 2017
Aggiornato 13:30
La polemica

Referendum: "Perché solo per i passaggi a livello e non per via Mercatovecchio?"

A chiederselo è Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord a palazzo D'Aronco, che attacca Honsell e la sua amministrazione

Mario Pittoni (© Diario di Udine)

UDINE - «Come mai su via Mercatovecchio l'amministrazione procede senza chiedere nulla a nessuno, mentre per i passaggi a livello il sindaco si è seduto addirittura al tavolo dei relatori in occasione della presentazione dell'inutile referendum per domandare ai cittadini se sono d'accordo a togliere le barriere che ostacolano i loro spostamenti, che è come chiedere se fa loro piacere che vengano coperte le buche delle strade?". A porsi queste domande è Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord a palazzo D'Aronco e presidente regionale del Carroccio.

«Perché improvvisamente (dopo 9 anni!) - aggiunge - tanta fretta sul riassetto del centro storico, quando poi, al contrario, ogni scusa è buona da parte di Honsell per far slittare la soppressione della tratta ferroviaria cittadina, firmando addirittura un protocollo d'intesa con Rfi che rimanda a non si sa quando la dismissione dei binari che tagliano in due la città?». Quesiti posti dopo l'ultimo Consiglio comunale che ha visto la maggioranza di centrosinistra meno compatta del solito nel difendere il primo cittadino dalla richiesta delle opposizioni di ritirare la firma dall'accordo con Rfi.

«Il protocollo firmato da Honsell e dall'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Santoro – spiega Pittoni - è in totale contraddizione col documento approvato meno di un mese prima praticamente all'unanimità, che impegna la giunta regionale a fare pressione sul ministero competente per ottenere la dismissione della tratta cittadina «nel più breve tempo possibile». Di fatto è stato accettato che Rfi si limiti a effettuare una «valutazione di fattibilità tecnica dell’ipotesi di trasferimento del traffico sulla circonvallazione» tra 4-5 anni. Tradotto dal politichese - conclude Pittoni - la tratta resta».