27 giugno 2017
Aggiornato 00:00
Alloggi non occupati, appartamenti abbandonati, case vuote

All'Ater gli alloggi demaniali dismessi di Gemona

Revelant: "Se il ministero non intende metterle a disposizione del personale dell'esercito ed effettuare i necessari investimenti di manutenzione, perché non vengono concesse gratuitamente, tramite una convezione o cessione, all'Ater? Anziché costruire altre palazzine, sarebbe più logico recuperare gli immobili esistenti, prima che diventino ruderi"

GEMONA - «Trentadue alloggi in via Villa, solo la metà dei quali occupati. Quattro appartamenti in via Armentaressa abbandonati da anni. A Gemona abbiamo una ventina di case vuote di proprietà demaniale, tra l'altro in parte già segnalate dall'amministrazione comunale. Se il ministero non intende metterle a disposizione del personale
dell'esercito ed effettuare i necessari investimenti di manutenzione, perché non vengono concesse gratuitamente, tramite una convezione o cessione, all'Ater? Anziché costruire altre palazzine, sarebbe più logico recuperare gli immobili esistenti, prima che diventino ruderi fatiscenti»
. È la proposta che Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, sottopone all'attenzione della Giunta regionale.

Spiega Revelant: «In tutta Italia ci sono circa 3.300 alloggi demaniali vuoti e caserme pericolanti. In Friuli Venezia Giulia, ne abbiamo circa un terzo. Al netto della posizione geopolitica del nostro territorio è chiaro che, per la nostra Regione e per l'Alto Friuli in particolare, si tratta di un'eredità pesante. Gli insediamenti militari hanno creato consistenti disagi in alcune zone, soprattutto in montagna: crollo del valore commerciale delle case confinanti, deterioramento del territorio, progressiva desertificazione di intere aree urbane. Lo Stato non può lavarsi le mani passando la patata bollente alla Regione: ci sono strutture pericolanti che necessitano di robusti interventi
di messa in sicurezza e bonifica
Chiedo alla Giunta di fare un censimento puntuale, individuare le aree riqualificabili e quelle in cui è necessario procedere con una demolizione, e chiedere allo Stato un contributo per gli interventi necessari. Non è pensabile che i paesi, già alle prese con problemi contingenti, vengano penalizzati ulteriormente dalla presenza di carcasse in avanzata fase di decomposizione».

Chiude Revelant: «A Gemona, serve un accordo tra Ater e ministero della Difesa per il passaggio degli immobili. I fabbricati di via Villa e via Armentaressa sono ancora recuperabili: se perdiamo altro tempo, diventeranno con il tempo solo ruderi da abbattere, quando invece basterebbe un intervento di riqualificazione. I cittadini hanno già pagato, con le loro tasse, la costruzione degli immobili. Impensabile chiedere un nuovo balzello e pagare 2
volte la stessa casa, tocca al Ministero trasferirle all'Ater e metterle a disposizione delle persone bisognose»
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