26 giugno 2017
Aggiornato 05:30
risultato importante

Agricoltura: verso un rapido riconoscimento delle viti resistenti

Shaurli: "Questi risultati si aggiungono a una straordinaria storia del nostro vivaismo viticolo che ci ha reso leader mondiali di settore: una storia fatta di cooperazione ed esperienza, ma oggi più che mai anche di ricerca ed innovazione"

Agricoltura: verso un rapido riconoscimento delle viti resistenti (© Adobe Stock)

UDINE - La Conferenza Stato-Regioni ha espresso l'intesa sul decreto ministeriale riguardante la riconversione
dei vigneti, accogliendo la raccomandazione del Friuli Venezia Giulia a completare, testualmente, «in tempi adeguati e
solleciti»
il completo iter di riconoscimento delle varietà di viti resistenti.

«E' un risultato importante - commenta con soddisfazione l'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli - non solo dal punto di vista burocratico, ma soprattutto agronomico e di sostenibilità ambientale, perché queste viti
resistenti alla peronospora e all'oidio potrebbero rappresentare, con la loro quasi assenza di trattamenti chimici, una grande occasione per i vigneti in prossimità delle abitazioni e nelle zone viticole più urbanizzate»
.
«Se è comprensibile un periodo più lungo per il loro inserimento tout court nelle Doc, peraltro già avvenuto in altri Paesi europei, sarebbe davvero sbagliato non considerare che questi vitigni rappresentano una grande opportunità per una viticoltura sempre più sostenibile e, oggi più che mai, anche per far calare tensioni sociali, che spesso si riscontrano, fra residenti ed agricoltori. La Regione continuerà a sostenere questo percorso - assicura Shaurli - per la sua importanza ed anche per un legittimo orgoglio del lavoro fatto sul nostro territorio».

L'assessore ribadisce che il Friuli Venezia Giulia vuole continuare ad essere punto di riferimento per la viticoltura,
sulla base di alcuni dati confortanti: la crescita dell'export, l'aumento di richieste di nuovi impianti, la rinnovata unità
della filiera che ha portato all'ottenimento della Doc Friuli, l'affermazione di vitigni storici come la Ribolla e il Friulano.

«Questi risultati ai aggiungono a una straordinaria storia del nostro vivaismo viticolo che ci ha reso leader mondiali di
settore: una storia fatta di cooperazione ed esperienza, ma oggi più che mai anche di ricerca ed innovazione»
, spiega Shaurli.

Proprio per questo una delle prime sfide affrontate dalla Direzione Risorse agricole è stato il riconoscimento ministeriale delle 10 varietà di viti resistenti, frutto di un lungo lavoro realizzato in sinergia da vivai, istituzioni e università.

«Una sfida per ora vinta, ma su cui possiamo fare ancora molto: in Commissione nazionale Agricoltura ho sollecitato una celere conclusione del periodo di osservazione di queste varietà per poter ampliare le possibilità del loro utilizzo», conclude Shaurli.