25 maggio 2017
Aggiornato 05:00
Taglio del nastro

Ceconi, nuova luce per la facciata dell’ex Scuola di arti e mestieri

Fontanini rammaricato: “E’ l’ultimo lavoro che l’amministrazione provinciale inaugura prima del passaggio della competenza all’Uti Friuli Centrale”

La facciata restaurata del Ceconi (© Provincia Udine)

UDINE - Ha riacquistato nuova luce la storica facciata dell’istituto Ceconi, prospetto sud dell’ex scuola di arti e mestieri 'Giovanni da Udine' realizzata dall’architetto Antonio Measso tra il 1915 e il 1919. Venerdì 24 marzo la Provincia di Udine ha inaugurato l’intervento di restauro conservativo, realizzato grazie a fondi Bei per complessivi 510 mila euro, budget impiegato anche per il rifacimento della copertura dell’edificio scolastico nelle sezioni dell’immobile prospicienti via Foscolo e via Manzoni. Un taglio del nastro a pochi giorni dal passaggio della competenza della gestione delle scuole superiori, dalla Provincia all’Uti Friuli Centrale. Una transizione che preoccupa i vertici di palazzo Belgrado perché interviene ad anno scolastico in corso e presenta diverse criticità. «Resta un po’ di rammarico – ha detto oggi Fontanini a margine della cerimonia -. E’ l’ultimo lavoro che l’amministrazione provinciale inaugura prima del passaggio della competenza all’Uti Friuli Centrale cui lascia in eredità altri lavori, quali a esempio nella città di Udine, il cantiere dell’Uccellis ripartito un anno fa. In questo intervento al Ceconi è racchiuso quindi l’impegno di tanti anni della Provincia di Udine nelle scuole, tante le risorse investite insieme all’esperienza e all’impegno di un gruppo di professionisti, architetti, tecnici e geometri che ringrazio per il loro costante lavoro a favore degli studenti. Una squadra che ha lavorato bene, in sinergia e in equipe, grazie a un coordinamento proficuo e che mi auguro continuerà la tradizione della Provincia ancorché suddivisa sul territorio».

Un edificio storico della città
Tra le realizzazioni recenti e più significative della Provincia di Udine, Fontanini ha ricordato lo Stringher di viale Mons. Nogara e il convitto a servizio del liceo degli sport invernali Bachmann di Tarvisio. «Ma l’attenzione – ha precisato Fontanini - è stata capillare su tutto il territorio, dalla montagna al mare. Un gestione non semplice per chi ci subentrerà e che presenta i primi nodi, colpa di un grande pasticcio legislativo e della decisione della Regione di andare avanti comunque». Quanto all’edificio oggetto di restauro, «risale ai primi del ‘900, è tra gli edifici storici della città e del Friuli e da più di 50 anni è in gestione alla Provincia. Questo intervento – ha aggiunto Fontanini - valorizza ulteriormente l’immobile, sede originaria del Malignani poi al servizio del Ceconi, un istituto importante che prepara bravi tecnici». Ammonta a 1 milione 500 mila euro, come ha ricordato l’assessore all’edilizia scolastica Carlo Teghil, l’importo che la Provincia di Udine ha riservato al Ceconi dal 2012 al 2016 per finanziare interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. Il dirigente Giovanni Francois ha ringraziato per l’impegno fin qui garantito dalla Provincia auspicando una continuità di attenzione per quel che riguarda ulteriori adeguamenti ai laboratori (centrali nella didattica dell’istituto professionale) e in materia di sicurezza. Su questo aspetto, la Provincia di Udine ha già garantito uno stanziamento nel bilancio di previsione pari a 250 mila euro.

Era nato come Scuola di arti e mestieri
L’architetto Sergio Contardo del servizio edilizia della Provincia di Udine, responsabile unico del procedimento per l’intervento del Ceconi, ha illustrato alcune caratteristiche della facciata storica. «Questo è il fronte, realizzato tra il 1915 e il 1919, dell’antica Scuola di arti e mestieri. Nata nel 1866 come scuola di disegno della Società operaia generale di Udine, nel 1879 si trasforma in scuola di arti e mestieri divenendo un’istituzione statale. Il prospetto è stato realizzato dall’architetto Antonio Measso che era insegnante di questo istituto come completamento, verso la roggia, della nascente struttura che aveva acquisito una certa rinomanza».  Stando agli elementi di pregio, l’architetto ha ricordato innanzi tutte le dimensioni: una realizzazione di 75 metri di lunghezza e 12 di altezza per questo prospetto decorativo monumentale realizzato completamente in finta pietra, con getti di calcestruzzo in opera con graniglie colorate di 4 livelli diverse tonalità e pigmenti, arricchito da elementi di completamento e chiusura più leggeri. I lavori sono stati concordati con la Soprintendenza (l’ufficio di Udine) visto il decreto di tutela della facciata risalente al 2009. Prima dei lavori, questa facciata era irriconoscibile, priva della diversità dei colori originaria, uniformemente degradata e priva del contrasto cromatico. «Per il restauro, abbiamo cercato di individuare la storia e le modalità costruttiva. In origine – ha concluso Contardo - questo voleva essere un intervento monumentale dedicato alla città e al rapporto che questa scuola istitutiva con il contesto urbano realizzato da un progettista accorto e di grande capacità pienamente cosciente del metodo progettuale del 'Moderno'