25 maggio 2017
Aggiornato 20:00
L'intervento

Salmè si appella a Honsell per poter essere in piazza il 25 aprile

Il segretario di Fiamma Nazionale (in corsa per palazzo d'Aronco) scrive una lettera aperta al primo cittadino per spiegare perché vuole esserci alla cerimonia della Liberazione

Stefano Salmè (© Diario di Udine)

UDINE – Stefano Salmè non molla. Dopo aver incassato il diniego da parte della Questura di Udine a presentarsi in piazza il 25 aprile, il candidato della Fiamma Nazionale ha scritto una lettera aperta al sindaco di Udine Furio Honsell.

Nella missiva, Salmè informa il primo cittadino dell’intenzione di voler partecipare alle celebrazioni del 25 aprile in piazza Libertà. «Non nego che la tradizione politica alla quale appartengo sia diversa e lontana rispetto a questa ricorrenza – sottolinea – ciononostante ritengo importante la nostra presenza per una serie di motivi. Preliminarmente ritengo che accettare l’invito della Questura (anche se solo verbale) a non partecipare alle celebrazioni), seppur motivato da presunte ragioni di ordine pubblico, significherebbe sfregiare il principio della ‘eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge’. In secondo luogo il mio attuale ruolo di ‘candidato sindaco’ mi impone di dimostrare alla cittadinanza quella necessaria capacità di ‘svestirsi’ del proprio colore politico e garantire quella terzietà indispensabile per ricoprire un ruolo pubblico. Infine – aggiunge – spero che anche Lei auspichi quella necessaria riconciliazione nazionale, che, iniziata con la cosiddetta Seconda Repubblica, si è arenata poi nella lotta politica quotidiana e che rappresenta, ancor oggi, una formidabile zavorra storica per la nostra Nazione».

Detto questo Salmè assicura che nel caso in cui dovesse essere eletto sindaco, «da un lato rispetterei la scelta di chi ritenne di difendere la Patria combattendo nella Resistenza, e nel contempo mi adopererei per ricordare con una targa (come chiesto più volte nel corso dei decenni) nel cimitero monumentale di Udine, chi, per una scelta legata all’idea dell’onore d’Italia, ritenne di difendere la medesima Patria italiana militando nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana».