27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
La novità

Crac Coopca: formalizzati i capi di imputazione per i 16 indagati

Si va dalla bancarotta per distrazione aggravata a quella per avere aggravato la situazione di dissesto finanziario con operazioni imprudenti. Il commento dell'avvocato Gianberto Zilli

L'ex magazzino Coopta di Amaro (© Diario di Udine)

TOLMEZZO - Clamorosa svolta nella triste vicenda del crac di Coopca , la cooperativa carnica che a oggi presenta un esposizione per debiti pari a 92 milioni di euro accertati nell’ambito del concordato preventivo. A farne le spese sono stati i circa tremila soci che hanno perso circa 26 milioni di euro, metà dei quali saranno però rimborsati con l’atto di liberalità di Alleanza 3.0. Peggio è andata ad azionisti e fornitori, per i quali allo stato attuale non si prevede alcun tipo di rimborso. Da ricordare anche che molti dei 650 dipendenti hanno perso il lavoro, giacchè soltanto 25 negozi sono stati acquistati dopo essere stati messi in vendita.

La notizia del giorno è che con la chiusura delle indagini la Procura di Udine con la formalizzazione dei capi di imputazione per le sedici persone indagate che ricoprivano ruoli chiave al vertice di Coopca. L’ipotesi è di bancarotta per distrazione aggravata, di bancarotta per avere aggravato la situazione di dissesto finanziario con operazioni imprudenti, di bancarotta per avere occultato lo stato di dissesto mediante false comunicazioni sociali come la lettera del luglio 2014 con la quale si invitavano soci e azionisti a ulteriori depositi e di illecita distribuzioni di utili. Ma c’è anche l’ipotesi di esercizio abusivo dell’attività bancaria e per alcuni quella di truffa nei confronti dei soci azionisti. Ora i difensori degli indagati hanno tempo 20 giorni per presentare la memoria difensiva sulla scorta della quale la Procura deciderà il rinvio a giudizio o meno.

L’avvocato Gianberto Zilli, che difende 533 soci prestatori e 106 azionisti ha commentato la decisione della Procura affermando che «tutto quello che avevo segnalato come ipotesi di reato è stato recepito, così come tutto quello che avevamo contestato». In attesa di ulteriori sviluppi, rimane da segnalare la soddisfazione manifestata anche in rete da soci prestatori e azionisti che per mesi e mesi avevano chiesto che la vicenda non finisse nel dimenticatoio e che gli eventuali responsabili del crac fossero individuati.