27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Dal 22 aprile al 27 agosto

Apre Paradoxa: l’oscurità da esplorare al “buio”

Dopo il focus 2016 sul Giappone, a Udine continua il progetto sull’Estremo Oriente in concomitanza con Far East Film Festival, per la II edizione è la volta della Cina

Apre Paradoxa: l’oscurità da esplorare al “buio” (© Civici Musei)

UDINE - Sarà la Cina il Paese protagonista dell’edizione 2017 di Paradoxa, progetto triennale partito un anno fa per investigare le forme attuali dell'arte contemporanea estremo-orientale, prodotto dal Comune di Udine - Civici Musei con l’ERPaC, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, organizzatore della mostra, patrocinato dall’Università degli Studi di Udine e curato da Denis Viva. Tre artisti cinesi, Cheng Ran, Xie Nanxing e Chen Wei, già affermati a livello internazionale, esporranno a Udine dal 22 aprile (inaugura alle 18.30) al 27 agosto a Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, i propri lavori di pittura, fotografia e video art sul tema dell’oscurità. Udine è la città che da 19 anni accoglie il Far East Film Festival, il più grande festival europeo del cinema asiatico, ed è proprio in concomitanza con questo grande evento (21-29 aprile 2017) che la mostra taglia il nastro. «Le migliaia di appassionati che si recano nella nostra città – commenta l’assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone – troveranno un’offerta culturale complementare alla settima arte». «Una proposta di alto valore – gli fa eco il curatore di Paradoxa Denis Viva –, come dimostra il successo di alcuni artisti selezionati per l’edizione 2016 sul Giappone. Takahiro Iwasaki si è guadagnato il ruolo di rappresentante del suo Paese alla prossima Biennale di Venezia, mentre Taro Izumi è presente al Palais de Tokyo di Parigi con una mostra personale».

Un’edizione intimista e curiosa
Quella del 2017 si preannuncia come un’edizione particolarmente intimista e curiosa per un allestimento semioscuro, realizzato in collaborazione con l’artista pordenonese della luce Ludovico Bomben, che ha l’obiettivo di provocare un’iniziale perdita di punti di riferimento spaziali alla quale lo spettatore si adegua dopo qualche minuto trascorso all’interno delle sale.
Basata sul tema del paradosso, del pensiero contro intuitivo e della contraddizione, ciascuna edizione di Paradoxa esplora un contesto espositivo nazionale e un singolo tema: dopo la manipolazione degli oggetti e del quotidiano, che era stato il focus della mostra 2016 sul Giappone, l'edizione sulla Cina ha scelto di sondare il tema dell'oscurità nell'arte e nella cultura cinese. Da sempre radicato come parte essenziale e irrinunciabile della realtà, questa tematica costituisce infatti uno dei temi classici, orientalisti, associati ai fondamenti bipolari della cultura filosofica e religiosa di questo Paese.

Buio verso luce
L’uso della luce, fioca e quasi crepuscolare o intensa e quasi accecante, e il suo alter ego, il buio, divengono elementi espressivi imprescindibili che permettono agli artisti di mantenere, da un lato, il legame con la tradizione e, dall’altro, uno sguardo più inquieto, una maggiore intimità che contrasta col futuro radioso e col collettivismo spesso associato all'arte cinese. È questa la caratteristica che accomuna le opere dei tre artisti del Paese del dragone, giovani e mid career, presenti in mostra.

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