29 maggio 2017
Aggiornato 07:30
Rielaborazione della Cisl Alto Friuli sulle dichiarazioni Irpef 2016

Crescono i redditi dei cittadini di Alto Friuli e Collinare

Migliorano lievemente dipendenti e pensionati, boom degli imprenditori. In controtendenza gli autonomi. In media l'aumento è pari a 350 euro. Treppo Carnico ha segnato la crescita più elevata (+5,9%)

Crescono i redditi dei cittadini di Alto Friuli e Collinare (© Adode Stock)

UDINE - E’ cresciuto mediamente di 350 euro (+1,9%) il reddito dei contribuenti residenti in Alto Friuli tra il 2014 e il 2015. Moruzzo e Lusevera i comuni agli antipodi della graduatoria. Treppo Carnico ha segnato la crescita più elevata (+5,9%). I lavoratori dipendenti sono ancora i più numerosi, gli imprenditori aumentano nettamente i loro guadagni, gli autonomi invece hanno perso parecchio, i pensionati rimangono i meno abbienti. Salgono i redditi da fabbricati. Sono queste le analisi emerse dalla rielaborazione dei dati resi pubblici dal Dipartimento delle Finanze, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulle dichiarazioni Irpef 2016 (redditi 2015) rispetto ai contribuenti residenti nei 63 comuni del comprensorio di riferimento della Cisl Alto Friuli (Carnia, Valcanale-Canal del Ferro, Gemonese, San Danielese e Tarcentino).

Il quadro
E’ pari a 19.023 euro il reddito medio dichiarato nel 2015 dai 105.601 contribuenti (77,4% sul totale della popolazione) residenti nei comuni del comprensorio Cisl Alto Friuli; un dato inferiore di 1.352 euro (- 6,6%) rispetto a quello dell’intera provincia di Udine e di 1.726 euro (- 8,3%) rispetto a quello della Regione Friuli Venezia Giulia. Se però rapportato alla media del 2014, in Alto Friuli si è mediamente diventati «più ricchi» di 350 euro (+1,9%), recuperando ancora terreno, per il quarto anno consecutivo, rispetto al 2009, quando il dato medio reddituale era di 19.951, per un differenziale del - 4,7%. Il podio dei comuni che sorridono rimane invariato rispetto a un anno fa: in testa Moruzzo (25.500 euro, + 1,9% rispetto al 2014), quindi San Daniele del Friuli (21.450 euro, +1,1%) e poi Tolmezzo (21.281 euro, +0,5%). Sul fronte opposto scivola in fondo alla graduatoria Lusevera (14.569 euro, - 0,7% rispetto al 2014), preceduto da Taipana (14.588 euro, comunque +1,2%) e Forni di Sotto (14.798 euro, in recupero del + 5,2%). Le migliori performance di crescita del reddito in assoluto tra il 2014 e il 2015 le hanno fatte segnare i contribuenti di Treppo Carnico (+5,9%), Forni di Sotto (+5,2%) e Ligosullo (+4,7%); coloro che invece hanno peggiorato la propria situazione in maniera significativa sono i contribuenti di Dogna (-6,7%). Se proviamo ad allargare l’orizzonte temporale raffrontando il 2015 con i valori del 2009, possiamo notare che le perdite generalizzate di reddito si muovono in un range che va dal - 20,7% di Taipana al -4,0% di Moggio Udinese. Passando ad analizzare l’imposta netta, risulta che la media comprensoriale è di 4.266 euro, a fronte di un ammontare totale versato di 356.541.833 euro. 

Le categorie
Scandagliando le categorie di contribuenti, si scopre che i lavoratori dipendenti (che equivalgono al 32,6% tra le tipologie di reddito dichiarato, pari al 53,5% del totale dei dichiarato), dichiarano una media di reddito pari a 21.053 euro (+291 euro rispetto al 2014); i pensionati invece dichiarano in media 15.028 euro (+212 euro); equivalgono al 28,1% tra le tipologie ed al 32,9% sul totale del reddito dichiarato, con i picchi a Rigolato e Dogna dove in percentuale oltrepassano la metà della base contributiva del paese.
Gli autonomi invece raggiungono una media reddito di 39.804 euro (- 3.274 euro) e sono l’1% della tipologia di contribuente con il record che spetta a Colloredo di Monte Albano (59.906 euro di media). 
Per quanto riguarda infine gli imprenditori (2,6% sul totale), la media reddito in contabilità ordinaria(ovvero le imprese più strutturate) è pari a 33.345 (+3.981 euro nell’ultimo anno) e circa 12.292 euro di differenza rispetto ai lavoratori dipendenti; per coloro che hanno contabilità semplificata si attesta a 20.325 (+1.337 euro), quindi di circa 700 euro inferiori ai lavoratori dipendenti. A segnare le medie più alte nel primo gruppo i comuni di Forni di Sopra, Pontebba e Zuglio con oltre 50 mila euro di media, nel secondo Treppo Grande, Montenars e Dignano. 

Curiosità e fasce di reddito
Sono 5.015 i cittadini presenti nel comprensorio che dichiarano redditi da partecipazioni, equivalenti al 3,2% tra le tipologie di reddito con una media reddito in diminuzione, ora a 14.846 euro (- 240 euro); coloro che hanno i valori più alti risiedono a Moruzzo (media a 23.730 euro), quelli più bassi a Raveo (1.831 euro). Per quanto riguarda invece i redditi da fabbricati (li possiedono in 51.661 contribuenti, pari al 32,7% tra le tipologie) la media rilevata è di 910 euro; 
Analizzando le fasce di reddito il quadro che esce presenta questa suddivisione: calano a 214 coloro i quali hanno reddito pari o inferiore a zero (0,2%); il 26% (27.456 contribuenti) ha un reddito complessivo compreso tra 0 e 10.000 euro; il 34,7% (36.637 contribuenti) rientra nel range compreso tra 15 mila e 26 mila euro; il 20,7% (21.840 contribuenti) dichiara tra i 26 mila e i 55 mila; l’1,4% (1.439 contribuenti) è compreso tra i 55 e i 75 mila euro, 958 contribuenti (0,9%) rientrano tra i 75 e i 120 milaeuro; 408 contribuenti infine sorpassano i 120 mila euro, sparsi soprattutto tra San Daniele, Tolmezzo, Gemona, Tarcento, Fagagna e Moruzzo. Se guardiamo coloro che dichiarano più di 75.000 euro, la palma dei più numerosi spetta a Tolmezzo con 133 e San Daniele con 109.

Il commento
«Continuiamo a rilevare, con soddisfazione e moderata fiducia, un miglioramento generale delle condizioni dei residenti del comprensorio, anche rispetto alle medie provinciali e regionali - commenta Franco Colautti, segretario generale della Cisl Alto Friuli - c’è naturalmente molto da fare rispetto a sette anni fa, periodo coincidente con il picco della crisi, così come significativamente disomogeneo si mantiene il rapporto all’interno dei vari comuni del comprensorio. E’ per questo che, attraverso questa analisi - specifica Colautti - invitiamo gli amministratori e la politica a proseguire nell’opera di miglioramento dei servizi, soprattutto per i territori più disagiati convinti che vivere e lavorare in montagna si può»