26 giugno 2017
Aggiornato 05:30
Verso il 2018

Colautti apre un ‘forum interattivo’ e schiva la Lega

L'obiettivo è "mettere a confronto più voci, più idee, più ipotesi per arrivare a un programma-progetto complessivo e di ampio respiro"

Alessandro Colautti (© Regione Friuli Venezia Giulia)

UDINE - Un Forum interattivo, un luogo dove accogliere proposte, suggerimenti e idee di quanti vorranno immaginare la Udine del domani. E’ quanto sta elaborando il candidato-sindaco di palazzo d’Aronco, Alessandro Colautt, che a breve inaugurerà un luogo fisico, una sede che verosimilmente sarà aperta in centro città, dove realizzare questo progetto e dove far partire tutta una serie di iniziative aperte, allargate più alle persone che ai partiti, più alle proposte che alle proteste. Più, insomma, a un «nuovo modo di affrontare la campagna elettorale, svincolata da schemi precostituiti e da logiche che appartengono a un passato che mostra il fiato».

«Con la Lega non si vince»
Colautti ripete che la sua collocazione è quella centrista che guarda al centrodestra. Anche se fa queste precisazioni con un certo fastidio perché teme di ripercorrere schemi che la politica dovrebbe superare. «Sia chiaro – aggiunge – che il veto posto dalla Lega Nord nei miei confronti mi lascia del tutto indifferente visto che neppure io ho alcun a intenzione di fare alleanze con la Lega di Salvini, che non è quella dei governatori della Lombardia e del Veneto». Poi, l’affondo: «Sono davvero convinto che con questa Lega non si vince. E nel caso si vincesse, non si riuscirebbe a governare. Non si amministra una città con la pancia, con i proclami,  con i rancori».

Va allargato il perimetro delle intese
Colautti ripete di essere consapevole che la sua non sarà una scommessa facile. «Ma ci credo – dice ancora – perché sono convinto della necessità di allargare il perimetro delle intese che dovranno partire dalle persone, dalla società civile. Io, personalmente sono a disposizione, convinto che i partiti non sono più in grado di dettare la linea neppure ai propri iscritti. Per questo parlo con tutti quelli che davvero hanno a cuore un progetto per una Udine che non sia frutto di calcoli di partiti o anche di alleanze, ma che abbia come comune divisore il desiderio di un ragionamento vero sul capoluogo friulano, che tenga conto di contributi veri, a prescindere dal marchio politico e dal calcolo di bottega».

L’obiettivo deve essere il rilancio della città
Strada in salita, ammette Colautti. Che dovrà fare  conti, oltre che con il veto leghista, anche con le ambizioni di Bertossi («è un enigma, visto che per adesso non lo vuole né il centrodestra, né il centrosinistra), con le civiche di Loris Michelini («il dialogo e il confronto sarà inevitabile») e con l’eventuale candidato ufficiale del centrodestra. «Il ‘laboratorio’ – conclude Colautti che strizza l’occhio pure alla lista di Honsell e allo stesso Pd – ha anche questo obiettivo. Quello cioè di mettere a confronto più voci, più idee, più ipotesi per arrivare a un programma-progetto complessivo e di ampio respiro. Nuovo e che parta più dall’ambizione di rilanciare Udine, piuttosto che da vecchi calcoli di partito».

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