29 maggio 2017
Aggiornato 09:30
L'intervento

L'allarme di Federalberghi: "Va regolamentata la locazione di alloggi on line"

«Le strutture ricettive parallele, e sommerse, la cosiddetta 'sharing economy' del settore, hanno superato il livello di guardia, con conseguenze gravi per i consumatori, la collettività e il mercato». Lo afferma Paola Schneider, presidente di Federalberghi Friuli Venezia Giulia

L'allarme di Federalberghi: "Va regolamentata la locazione di alloggi on line" (© Adobe Stock)

FVG - «Le strutture ricettive parallele, e sommerse, la cosiddetta 'sharing economy' del settore, hanno superato il livello di guardia, con conseguenze gravi per i consumatori, la collettività e il mercato». Lo afferma Paola Schneider, presidente di Federalberghi Friuli Venezia Giulia, presente ai lavori dell’assemblea nazionale di Federalberghi che si è tenuta nei giorni scorsi a Rapallo, raccogliendo l’appello del presidente nazionale Bocca sull’esigenza di «arginare un fenomeno che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza».
Federalberghi evidenzia che ad aprile 2017 erano disponibili su Airbnb 214.483 alloggi, con una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi (42.804 alloggi in più nel corso del 2016, un incremento del 25,6%). Considerato che le strutture di natura analoga (appartamenti in affitto e bed and breakfast) censite dall’Istat sono 103.459 è di tutta evidenza ipotizzare l’esistenza di almeno 110.000 alloggi che sfuggono a ogni controllo.

«A livello nazionale – fa sapere Schneider – stiamo cercando di coinvolgere le imprese virtuose che operano nel settore dell’extra alberghiero: come giunta esecutiva abbiamo costituito un sindacato nazionale delle attività ricettive extralberghiere all’interno del quale oltre 3mila esercizi si riconoscono nel codice etico di Federalberghi, adottano un comportamento rispettoso delle leggi e dei contratti, a tutela dei consumatori, dei lavoratori, delle imprese concorrenti e di tutta la collettività.  Analogamente, in provincia di Udine stiamo cercando di coinvolgere l’associazione regionale dei B&B in un rapporto sinergico volto ad assicurare la piena trasparenza del mercato».

L’auspicio, prosegue la presidente di Federalberghi Fvg, è che il decreto legge sulle locazioni brevi all’esame del Parlamento «possa garantire il prelievo delle imposte da parte di tutti i soggetti che immettono alloggi sul mercato e vada a smascherare affermazioni di comodo, specie di AirBnB, in base alle quali le locazioni inserite nei portali sono attività occasionali (mentre la maggior parte degli annunci - il 76,3% - si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l’anno), oppure che si tratta di piccoli redditi (mentre oltre la metà degli annunci - il 57% - sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con i casi limite di insegne di comodo quali Guido che gestisce 507 alloggi e Simona che ne mette in vendita 347). Senza poi considerare che spesso viene enfatizzata una condivisione dell’esperienza con il titolare (nei B&B), mentre oltre il 70% degli annunci si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno. Concretamente – conclude Schneider – dobbiamo evitare che piccole e grandi bugie ingannino due volte il consumatore; quando viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e quando vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività e del mercato. L’appello è per un rafforzamento dei controlli (Federalberghi Udine ha fornito alle Autorità l’elenco delle strutture parallele che vendono camere sui principali portali) che devono essere mirati affinché le disposizioni in materia di pubblica sicurezza, fisco, igiene rappresentino tutele condivise da tutti i soggetti, albergatori e no, che operano sul mercato».