26 giugno 2017
Aggiornato 10:30
CONGRESSO PROVINCIALE AL BEARZI 

Artigiani: nel primo trimestre 2017 perse 82 imprese

Il presidente Tilatti: "E' il miglior dato degli ultimi anni. Puntiamo ora al segno più e a restituire a Udine il ruolo di capitale economica del Fvg"

Artigiani: nel primo trimestre 2017 perse 82 imprese (© Confartigianato)

UDINE - Resta in zona negativa il saldo demografico tra aziende iscritte e cancellate dall’albo artigiano della provincia di Udine alla fine del primo trimestre dell’anno. La perdita è pari a 82 unità ma il dato, pur preceduto da segno meno, è tra i migliori degli ultimi anni. Nello stesso periodo del 2016 si erano perse infatti 179 imprese (più del doppio), ma quel che balza all’occhio è in particolare la frenata delle cancellazioni. 410 tra gennaio e marzo, mai così poche negli ultimi 12 anni e se si considera che le cancellazioni si concentrano (per ragioni amministrative) nella prima parte dell’anno, il dato - al di là della statistica - assume un valore particolare. Lo ha salutato con favore in apertura del congresso provinciale 2017, ospitato oggi all’istituto Bearzi di Udine, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti. «Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni alla fine del primo trimestre - ha detto - è ancora negativo ma segna un rallentamento della parabola discendente di questi ultimi anni e ci auguriamo di poter presto commentare l’attesa inversione, il ritorno alla crescita, che se tutto andrà bene potrebbe già arrivare alla fine del primo semestre di quest’anno». A salutare l’appuntamento congressuale per l’amministrazione di Udine è intervenuto l’assessore Alessandro Venanzi che ha richiamato Confartigianato a un patto d’acciaio «per capire insieme quali sono le leve e i paletti sui quali agire per restituire a Udine il ruolo che le è proprio di capitale delle attività produttive. Lasciamo a Trieste le beghe politiche - ha aggiunto -, ma riappropriamoci del ruolo economico che spetta a Udine». Invito raccolto al volo dal presidente Tilatti «ha ragione Venanzi - ha detto -. Dobbiamo far sì che il Friuli si riappropri del suo ruolo di baricentro nella manifattura regionale. Ma lo dobbiamo fare senza opposizioni. Cercando anzi l’alleanza con le altre provincie». 

Una motivazione in più per Confartigianato-Imprese Udine che, recentemente rinnovata nei vertici - con Tilatti nel board siedono i vicepresidenti Edgarda Fiorini (vicario), Francesca Comello e Giusto Maurig oltre al neoeletto presidente di Confartigianato Udine Servizi, Daniele Cuciz - ha messo sul tavolo i progetti per i prossimi anni, tutti volti a centrare l’obiettivo costituzionale dell’associazione: supportare le imprese facendosi carico dei tempi che cambiano e che richiedono, anche al sindacato, un’evoluzione. «Al tradizionale ruolo di sostegno alle aziende, di fornitore di servizi sempre più evoluti e adeguati alle esigenze, dobbiamo affiancarne uno nuovo. Confartigianato - ha detto ancora Tilatti al congresso che ha riunito al Bearzi un centinaio di dirigenti - vuol sempre più giocare un ruolo da coach, ci si passi il termine preso in prestito allo sport, capace di suggerire alle imprese la strada per guadagnare in competitività. Vogliamo insomma proporci nella veste di allenatori dei nostri associati, spingendoli a mettersi in rete, a gestire insieme processi produttivi, organizzativi, di internazionalizzazione e innovazione».

Una nuova missione che si affianca a tante partite aperte. Come quella sul credito, tallone d’Achille della piccola e piccolissima impresa. Confartigianato si è però attrezzata. Non solo con il sistema dei Confidi. «Perché accanto alla difficoltà di accesso - ha aggiunto ancora il presidente - c’è anche quella, non meno importante, della riscossione del credito». Un problema che Confartigianato-Imprese Udine si propone di risolvere «attraverso la creazione di una rete di tutela che consenta l’accesso al credito alle imprese attive nella subfornitura evitando così l’insolvenza del committente che in tanti, troppi casi è costata in questi anni la stessa vita delle piccole aziende». «Il problema del credito lo stiamo per altro ancora masticando - continua il presidente -, ma avremo presto una realtà di tipo mutualistico che ne  garantirà la gestione a chilometro zero attraverso una piattaforma digitalizzata. E’ la risposta del sistema Confartigianato - ha concluso - al disastro dei crack bancari che hanno investito pesantemente anche il nostro territorio».