Mercato del lavoro

In Alto Friuli si dimezza la forbice tra assunzioni e cessazioni

La Cisl diffonde i dati relativi al 2014 sui numeri dei Centri per l’impiego. Bene il settore metalmeccanico, continua a soffrire l’edilizia

E' stata la Cisl Alto Friuli a comunicare i dati sull'andamento del mercato del lavoro (© )

TOLMEZZO - Qualcuno dice, con un filo di voce, che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel della crisi. Tutti lo sperano, in pochi ci credono davvero. Però, quando sono i dati a dirlo, la schiera degli ottimisti non può far altro che crescere. Gli ultimi dati relativi al mercato del lavoro sono quelli diffusi proprio oggi dalla Cisl Alto Friuli, e si riferiscono a una porzione di territorio particolarmente in difficoltà come quella montana e pedemontana (numeri ricavati dall’elaborazione dei Centri per l’Impiego). Ciò che emerge è un dimezzamento della forbice tra assunzioni e cessazioni, un crollo dei contratti a tempo indeterminato, una ripresa per il settore metalmeccanico e una difficoltà persistente per l’edilizia.

«Il nostro auspicio – commentano il segretario generale della Cisl Alto Friuli Franco Colautti e Valentino Bertossi, segretario con delega all’Industria – è che questa forbice tra assunzioni e cessazioni possa ridursi ulteriormente con il 2015, confermando l’inversione di tendenza a cui tutti guardiamo. Sicuramente dall’analisi si conferma la ripresa dell’industria già evidenziata a settembre, mentre ormai è un dato assodato il sempre minor utilizzo di contratti a tempo indeterminato. Auspichiamo che l’approvazione del Rilancimpresa in Consiglio regionale – chiudono – possa contribuire a una iniezione positiva di fiducia e risorse per i vari comparti, purché accompagnata da una tempistica adeguata alle necessità».

Entrando nel dettaglio dei dati, rispetto all’anno precedente, a fine 2014 si è dimezzato il saldo negativo tra assunzioni e cessazioni in Alto Friuli, fermo a quota -766 (17.297 assunzioni, cresciute dello 0,3% rispetto ai 12 mesi precedenti, a fronte di 18.063 cessazioni, diminuite del 3,4% nel medesimo periodo di riferimento). Nel 2013 la differenza era più marcata, pari a -1.454. Nello specifico, è il Tarvisiano a presentare il saldo più ristretto di tutti (-90), seguito dal Tarcentino (-124), dal Gemonese (-155), dal Sandanielese (-170) e dalla Carnia, fanalino di coda (-227). Andando ad analizzare i macrosettori di attività, l’unica in controtendenza è l’agricoltura con un +5, mentre rimangono in rosso l’industria (–312) e i servizi (-459).

Sul fronte dei contratti, la Csil Alto Friuli comunica che, negli ultimi tre anni (I trimestre 2012 – IV trimestre 2014), le assunzioni complessive sono state 53.019, di cui 46.862 a tempo determinato (88,39%) e 6.124 a tempo indeterminato (11,55%). Nel medesimo lasso temporale, invece, le cessazioni complessive sono state 55.670, di cui 45.323 riferite a contratti a tempo determinato (81,41%), 10.317 a tempo indeterminato (18,53%). I saldi finali del periodo preso in considerazione, quindi, presentano un segno meno in fatto di contratti di lavoro (-2.651), a seguito di una flessione pesante di quelli a tempo indeterminato (-4.193), solamente in minima parte recuperata dal tempo determinato (+1.539).

Analizzando i vari settori produttivi, la fotografia che emerge è ancora di luci e ombre. Per quanto riguarda il metalmeccanico, il quadro vede l’attenzione catalizzata su 44 aziende principali che danno lavoro a 4.665 dipendenti: a fronte di 14 di esse che hanno fatto uso di ammortizzatori sociali (solidarietà – CIGO – CIGS), con 958 lavoratori coinvolti, ci sono 3 aziende che hanno «molto lavoro» e occupano 1.214 lavoratori. Si tratta della Automotive Lighting di Tolmezzo, della Freud Utensili di Fagagna e della Farem di Cave del Predil. Va ancora meglio ad altre 2 realtà produttive, ovvero quelle che assumono e occupano 1.689 lavoratori: la Lima Corporated Spa di San Daniele del Friuli e la H.P.F. srl di Flagogna di Forgaria nel Friuli.

Resta critica la situazione dell’edilizia: dal 2008 il numero di imprese attive  è diminuito di 479 unità (media mensile), con -2.470 operai denunciati (media mensile) alla Cassa Edile. Il settore sembra stabilizzarsi a -37,84% di lavoratori e a -35,91% di imprese.

Per quanto riguarda il settore cartario e cartotecnico, si conferma l’ottimismo riscontrato a fine 2014 con il positivo stato di salute delle tre cartiere del territorio (Burgo, De Medici ed Ermolli) e delle altre realtà attive, tra cui Pigna Envelopements, Demolli Srl di Amaro e Tecnografiche di San Daniele.

Sul fronte legno-arredo, permane la preoccupazione per Snaidero, che continua a utilizzare, per il settimo anno consecutivo, diverse forme di ammortizzatori sociali, mentre risulta migliore rispetto a fine 2013 il risultato d’esercizio della Fantoni di Osoppo. A patire di più sono state le piccole imprese tra i 7 e i 10 dipendenti, mentre se la sono cavata meglio le piccolissime ditte artigiane.