Enti locali

«GrandeUdine»: Honsell rassicura i colleghi dell’hinterland

Il dibattito sulla riforma degli enti locali. Il sindaco di Udine: «Possiamo chiamare l'Unione “GrandePaviadiUdine” o “GrandeTavagnacco”, ma va fatta»

Il sindaco di Udine Furio Honsell (© )

UDINE – «GrandeUdine», «ciambella», «Uti». Sono alcuni dei termini al centro del dibattito politico di queste settimane. Il tema è quello delle Unioni territoriali intercomunali, introdotte dalla riforma degli enti locali targata Paolo Panontin. Nel capoluogo friulano la discussione riguarda la nascita di una grande Unione tra la città e i Comuni del suo hinterland, da Martignacco a Tavagnacco, da Pradamano fino a Reana del Rojale e Tricesimo. Se il sindaco di Udine, Furio Honsell, spinge in questa direzione, i primi cittadini dell’hiterland frenano, chiedendo l’istituzione di un sub-ambito attorno alla città, la cosiddetta «ciambella». Un’ipotesi, quest’ultima, al momento non consentita dall’attuale struttura della legge di riforma (contestata e messa in discussione da molti sindaci friulani, dalla pianura alla montagna).

Sembra quindi sempre più probabile la nascita di una «GrandeUdine», agglomerato metropolitano da 200 mila abitanti. A questo proposito Honsell ci tiene a rassicurare i colleghi dei Comuni limitrofi. «Siamo di fronte a una riforma che introduce importanti novità per le nostre città – afferma il sindaco di Udine – e quindi è naturale ci sia la necessità di chiarirsi le idee per superare le preoccupazioni iniziali. L’obiettivo finale, però, deve essere quello di far nascere un nuovo ente, che la legge ci permette di fare e che è nell’interesse dei cittadini costituire. Sono convinto – aggiunge – si debba gettare il cuore oltre l’ostacolo e andare in questa direzione. Non si vuole chiamare questa Unione «GrandeUdine»? La si chiami «GrandePaviadiUdine» o «GrandeTavagnacco», la cosa importante è mettere a fattor comune determinati servizi nell’interesse dei cittadini».

Honsell non pare preoccupato dalle obiezioni mosse dai sindaci dell’hinterland udinese. «Correttamente chi ha la responsabilità di amministrare un territorio – continua nel suo ragionamento il primo cittadino di Udine – chiede vengano messi tutti i puntini sulle «i» prima di decidere, o i taglietti sulle «t», come direbbero gli inglesi. Qualcuno sarà più preoccupato di altri, ma credo che l’Unione da 200 mila abitanti sia un’iniziativa positiva da percorrere». Quindi non si corre il rischio che Udine «inglobi» i Comuni vicini? «Chi pensa questo non ha letto la legge – sottolinea Honsell –. A garanzia delle mie buone intenzioni ricordo come in questi ultimi sette anni il mio atteggiamento verso le realtà vicine sia sempre stato di grande apertura. Se nel passato ci sono stati problemi nei rapporti, questi non riguardano la mia linea politica».