Commercio estero

Italian Wine Week a New York: una trentina di aziende dal Fvg

A guidarle è la Cciaa di Udine nell'ambito della rete italiana di imprese vinicole in Ocm vino. USA primo mercato per le bevande friulane.

I vini friulani si promuovono nella Grande Mela (© )

UDINE - Quasi 30 aziende del vino da tutto il Friuli Venezia Giulia, guidate dalla Camera di Commercio di Udine, stanno rappresentando la regione a due degli eventi di settore più prestigiosi e ricercati del mondo: l’Italian Wine Week «Vino 2015» e Slow Wine Tour, appuntamenti che si stanno articolando proprio in questi giorni nelle sale del Waldorf Astoria di New York. Lì, tra conferenze stampa di presentazione dei territori e delle eccellenze vinicole delle varie regioni italiane presenti, ma soprattutto incontri d’affari «one to one» e speciali degustazioni guidate, le aziende del Fvg stanno presentando i loro migliori vini a un pubblico selezionato di esperti, importatori, distributori, oltre ai più noti e apprezzati «comunicatori» e divulgatori internazionali del mondo del vino.

La platea è di prim’ordine, «e le occasioni per le singole aziende vengono valorizzate dalla forza della rete che rappresentiamo», commenta il presidente camerale Giovanni Da Pozzo che, accompagnando le imprese, sta portando avanti tutti gli incontri con le principali istituzioni economiche della Grande mela. «La maggior parte delle aziende vinicole qui presenti si sta muovendo sotto il cappello di Friuli Future Wines, la più grande rete italiana di imprese vinicole, coordinata proprio dalla Cciaa udinese, che consente a ciascuna aziende di scegliere le iniziative promozionali più adatte e tagliate su misura per la propria realtà, ma di muoversi con il peso e la forza, rappresentativa e organizzativa, di una vera e propria aggregazione. Un progetto che per il quinto anno consecutivo si finanzia grazie all’ Ocm vino», percorso che consente alle imprese di avere un budget di circa 1 milione di euro per attività promozionali sui mercati extraeuropei (quest’anno le aziende friulane hanno scelto Usa, Russia, Cina e la new entry Giappone), metà coperti dalle imprese stesse con fondi propri e metà da fondi dell’Unione europea, destinati per tramite del Ministero delle politiche agricole e della Regione.

«Ed è un peccato che, nonostante abbiamo cercato le possibili sinergie, la nostra Regione non sia riuscita a essere con noi, a questi eventi newyorchesi, che si confermano momenti fondamentali per far conoscere, attraverso alcuni dei migliori prodotti delle imprese presenti, l’intero Friuli Venezia Giulia, su un palcoscenico impareggiabile». Palcoscenico mondiale, di certo, perché gli Stati Uniti sono un punto di riferimento a livello globale e restano saldamente il primo mercato per le bevande esportate dal Friuli Venezia Giulia (il valore è rappresentato quasi interamente dal vino), con quasi 20 milioni di valore – ossia ben il 25,25% dell’intero export di bevande – e con una crescita tra 2013 e 2014 del 9,51%.