Enti locali

Approvata la proposta di riordino territoriale del Fvg

La giunta regionale dà il via libera a 17 aggregazioni di Comuni. Ora i sindaci hanno 60 giorni per chiedere modifiche.

L'assessore regionale Paolo Panontin (© )

UDINE – Sono 17 le Unioni territoriali intercomunali (Uti) individuate dalla giunta regionale nell’ambito del «Piano di riordino territoriale». La delibera è stata approvata oggi, su proposta dell’assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin, in attuazione a quanto indicato all’articolo 4, comma 1, della legge regionale 26/2014, «Riordino del sistema Regione-Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia». Ora i sindaci dei Comuni del Fvg avranno tempo 60 giorni per chiedere di modificare la propria appartenenza a una o all’altra delle 17 aggregazioni individuate. 

«Si tratta - ha dichiarato Panontin - di una proposta assolutamente aperta, indirizzata agli enti locali e ai suoi amministratori, che saranno i veri protagonisti di questa importante e impegnativa riforma». «I primi cittadini del Friuli Venezia Giulia – aggiunge – avranno dunque il tempo necessario per formulare le loro proposte alla giunta regionale, che rimane a loro completa disposizione, nell'intento di arrivare a scelte assolutamente condivise con il territorio». Si apre, quindi, una fase di confronto per cercare di superare lo scetticismo di alcuni primi cittadini (espressione soprattutto dei Comuni montani), pronti a impugnare la norma. 

Le 17 aggregazioni di Comuni proposte rispettano tutti i criteri previsti dall'articolo 4, comma 2, della legge 26/2014, e cioè la contiguità territoriale dei Comuni ricompresi in ciascuna Uti, il rispetto del limite demografico minimo di ciascuna Unione, fissato in 40.000 abitanti o 30.000 abitanti se l’Unione comprende Comuni appartenenti o appartenuti a Comunità montane, l’omogeneità, complementarietà e integrazione delle caratteristiche geografiche, demografiche, di mobilità, ambientali, economiche, sociali, culturali e infrastrutturali, la compatibilità con il territorio della Aziende per l'assistenza sanitaria, l'integrazione istituzionale rappresentata anche da precedenti forme associative o convenzioni. Un assetto che ricalca quello degli Ambiti socio assistenziali del Fvg, con le uniche due eccezioni di Trieste, che vede i tre ambiti socio assistenziali raggruppati in un’unica Unione, e del Consorzio Comunità collinare del Friuli.

L'iter della norma prevede ora che la proposta di Piano venga inviata al Consiglio delle Autonomie locali per un parere, che deve essere espresso entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta della giunta regionale. Parallelamente, entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera, i Comuni hanno la facoltà di chiedere l’adesione a un'aggregazione diversa, qualora adiacenti a essa oppure qualora adiacenti a Comuni con essa confinanti che, a loro volta, abbiano richiesto lo spostamento o comunicare la decisione di non aderire ad alcuna aggregazione, qualora essi abbiano una popolazione superiore a 5 mila abitanti (3 mila se appartenenti o appartenuti a Comunità montane), sulla base di una relazione nella quale venga delineata la sostenibilità dell’esercizio in forma singola delle funzioni di cui la legge prevede invece l’esercizio in forma associata. Conclusa questa ulteriore fase di consultazione, entro i successivi 45 giorni, la giunta regionale approverà in via definitiva il Piano di riordino territoriale contenente la delimitazione geografica delle Unioni e l'elenco dei Comuni che ne fanno parte.
«Scopo di questo Piano – conclude Panontin – è cercare di aiutare soprattutto i Comuni più piccoli, oggi di certo in difficoltà, affinché possano lavorare assieme agli enti locali più strutturati e si possano offrire ai cittadini, attraverso le Unioni, risposte più efficaci, più efficienti e più economiche».

L'elenco delle 17 Unioni Territoriali Intercomunicati decise dalla Regione FVg

L'elenco delle 17 Unioni Territoriali Intercomunicati decise dalla Regione FVg (© )