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Rilancimpresa: una legge che piace a Confindustria e Confcooperative

Il provvedimento ridisegna la politica industriale del Friuli Venezia Giulia. Positivi i commenti di Matteo Tonon, Nicola Galluà e Franco Bosio.

La sede di Confindustria Udine, a palazzo Torriani (© )

UDINE – RilancimpresaFvg è legge. L’ok è arrivato dal Consiglio regionale, che si è espresso con 25 voti favorevoli, 18 astensioni e nessun contrario. Dopo una lunga discussione e un lungo confronto con le categorie economiche, il provvedimento che definisce la politica industriale del Fvg, voluto dal vicepresidente della giunta regionale Sergio Bolzonello, è diventato realtà. E i primi commenti dei vertici di Confindustria Udine e Confcooperative Fvg sono positivi.

«La novità del provvedimento – spiega il numero uno di Confindustria Udine, Matteo Tonon  – è data dal suo obiettivo: la valorizzazione della centralità del manifatturiero quale fattore trainante dello sviluppo, comprendendo anche le attività terziarie che ne costituiscono il supporto, e l’inserimento delle diverse misure previste in un contesto sistemico sulla base di strategie finalizzate alla promozione dell’innovazione e al rilancio dei fattori localizzativi».

Agenzia per gli investimento, voucher per l’innovazione, contratti di insediamento, abbattimento dell’Irap, coordinamento degli strumenti finanziari e per l’internazionalizzazione sono le novità più significative introdotte dalla legge, unitamente al riordino dei consorzi industriali attraverso operazioni di fusione che vanno collegate agli assi infrastrutturali e alla promozione dei programmi di investimento nelle filiere produttive. Un pacchetto di novità che richiederà investimenti regionali pari a 35 milioni di euro nel 2015, a 14 per il 2016, 16,6 per il 2017, a cui si aggiungeranno ulteriori 878 milioni di euro derivanti dalla programmazione europea.

«Un grosso impegno di rinnovamento e riforma – conclude Tonon - che va costruito con la collaborazione tra Regione e imprese con l’obiettivo di favorire il salto di qualità necessario per l’allargamento della base produttiva, affinché ci siano più imprese efficienti e innovative e più lavoro qualificato, in particolare per i giovani».

A convincere Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg, è soprattutto la parte relativa all’Irap, ridotta dell'1% per cinque anni in regime de minimis (cioè fino al limite dei 200 mila euro in tre anni) per le nuove imprese che saranno create in regione oppure per quelle che decideranno di portare la sede in Fvg. «Gli sgravi – afferma – vanno nella giusta e auspicata direzione della riduzione del carico fiscale sulle imprese, in questa fase ancora molto critica».

Il presidente di Confcooperative Fvg, Franco Bosio, accoglie con soddisfazione l’inserimento, nella legge, delle misure che favoriscono la costituzione di nuove imprese nella forma di cooperative di lavoratori di realtà in crisi. Anche perché, nel 2014, sono state oltre 50 le aziende italiane «salvate» dai dipendenti (una decina solo a gennaio 2015), per circa 1.500 occupati. «E’ fondamentale – dichiara – che gli strumenti previsti siano di facile accesso e possano intervenire in maniera ancora più ampia di quanto in parte avveniva. Infatti, se la possibilità di accedere, a esempio, a manager a tempo è un’importante valore aggiunto in quanto consente di disporre di managerialità adeguate, servirà un altrettanto forte azione di sostegno al capitale iniziale della cooperativa. Il successo nell’avvio di operazioni anticrisi di questo tipo dipende infatti anche dalla disponibilità di un capitale iniziale adeguato».