Cooperative | Caso Coopca

Coopca: il Cda si difende, il Comitato ne chiede le dimissioni

Ci sono 12 indagati tra i vertici delle Cooperative. Per ora rimangono al loro posto. Chi rappresenta i soci prestatori si appella alla politica

Il centro logistico Coopca di Amaro (© )

TOLMEZZO - I vertici delle Cooperative Carniche indagati restano al proprio posto. Dalla loro hanno la decisione del Tribunale di Udine, che ha rigettato  l’istanza di nomina di un commissario. Ma il Comitato per la difesa dei soci consumatori non ci sta e rincara la dose, chiedendo ancora una volta le dimissioni in blocco del cda di Coopca.

A pendere come una spada di Damocle sulle teste dei componenti del Consiglio di amministrazione e dei revisori dei conti delle Cooperative (12 persone in tutto) ci sono le accuse di falso in bilancio, false comunicazioni sociali e abusiva attività di raccolta del risparmio mosse dalla Procura di Udine. Gli indagati, però, si difendono: «i membri del cda che risultano indagati dichiarano di non ritenersi in alcun modo responsabili dei reati a loro contestati e di aspettare con fiducia e serenità l'esito delle indagini».

Parole che non convincono il Comitato sorto a difesa dei soci, che sperano di poter recuperare i loro risparmi, bloccati dal crac Coopca. A prendere posizione è Donatella Iob, presidente del sodalizio, la quale, oltre a chiedere al cda di andarsene, sottolinea come «chi ci ha portato in questa gravissima situazione economico-finanziaria adesso non è in grado di portarci fuori». «Dopo le dimissioni dal cda di quattro componenti così come richiesto anche dalla Regione – spiega Iob al Messaggero Veneto - riteniamo che anche gli altri cinque debbano giocoforza farsi da parte. Ma è chiaro che la nostra richiesta deve necessariamente tenere conto del fatto che il Tribunale di Udine ha respinto la domanda di nomina di un commissario avanzata dalla Procura». Dal Comitato arriva anche un appello alla politica, affinché si faccia sentire e si impegni al massimo per scongiurare il peggio. «La politica - precisa meglio la Iob – deve trovare una soluzione non fosse altro perché non saputo vigilare con la dovuta attenzione su quanto stava accadendo e forse non ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare. Insomma, adesso deve mandare un segnale tangibile di speranza alle migliaia di soci che rischiano adesso di perdere tutti i loro risparmi di una vita». Non resta che attendere il segnale che vorrà dare il mondo della politica.