Andamento dei saldi: stessi clienti, ma meno acquisti

Imprenditori più fiduciosi, ma la svolta stenta ad arrivare

Confcommercio Fvg svela l’andamento del quarto trimestre 2014. Salgono i ricavi e si ottiene credito più facilmente. Restano critici i dati sull’occupazione (andrà meglio all'inizio del 2015) e sui tempi di pagamento

Da sinistra, Marchiori, Bolzonello e Traini (© )

UDINE – Cresce la fiducia da parte degli imprenditori del terziario, ma si tratta di numeri talmente limitati che Confcommercio Udine lancia l’allarme. «Se la situazione resterà questa ancora a lungo – dice Pio Traini, presidente regionale di Confcommercio – non riesco a immaginare dove arriveremo. Siamo davvero preoccupati». Il punto del settore terziario è stato fatto a Udine nel corso di un incontro al quale sono intervenuti, oltre a Traini, il suo vice Alberto Marchiori e l’assessore regionale Sergio Bolzonello.

I dati. Gli indicatori relativi al quarto trimestre 2014, frutto dell’indagine realizzata da Format Ricerche su un campione di circa 1.500 imprese, sono positivi, in crescita rispetto alle osservazioni degli ultimi tempi. Si va da un +1,5 del tasso di fiducia nell’economia italiana (da 27,5 a 29) a un +1,8 del tasso di fiducia nella propria attività (da 32,2 del trimestre precedente, a 34 di quello attuale). In crescita anche l’indicatore dei ricavi, con un +0,6. Aumenta il numero delle imprese che ha chiesto un fido (+0,8%) così come il numero di quelle a cui è stato concesso credito (+2,3%). Restano invece negativi gli indicatori dell’occupazione (-0,7) e dei tempi di attesa dei pagamenti (-1,7).

Le tendenze. Negli ultimi tre mesi del 2014 si è assistito a una moderata inversione di tendenza della fiducia percepita dalle imprese del terziario Fvg (servizi, commercio e turismo), più ottimiste sulla situazione economica generale nel Paese. Sono le attività della provincia di Udine a ostentare le aspettative più marcate, soprattutto nel breve periodo. Un ottimismo motivato dal livello dei ricavi, giudicati in lieve aumento sia nel periodo preso in considerazione sia in previsione per i primi mesi del 2015. Non si ravvisano ancora miglioramenti in ambito occupazionale, ma le imprese intervistate prevedono, per la prima volta dopo molto tempo, un aumento degli occupati nella prima metà del 2015. Sul fronte finanziario, si dilatano i tempi di pagamento da parte dei clienti delle imprese, con queste ultime che, però, fanno sempre più fatica a far fronte ai propri impegni finanziari. La previsione degli analisti, stando così le cose, è di un 2015 diverso rispetto agli anni precedenti, con le imprese del terziario maggiormente indirizzare a sviluppare il proprio business.

Scenario economico. Nel 2014, in Fvg, sono nate 3.988 nuove imprese, 2.578 del terziario, 1.410 dell’industria e dell’agricoltura. Nello stesso periodo, però, sono cessate 7.595 imprese, comportando un saldo negativo di 3.547 unità. Nel 2014 il tasso di disoccupazione risulta quasi il doppio rispetto a quello registrato nel 2005. Tuttavia nei primi tre mesi del 2015 si assisterà a un’inversione di tendenza, con l’attivazione di 5 mila nuovi contratti, il 20% in più rispetto agli ultimi mesi del 2014.

Focus sull’andamento dei saldi. In Fvg si è speso meno rispetto al 2014. Il vicepresidente Marchiori, pur apprezzando il tasso di fiducia «leggermente positivo» delle imprese, ha sottolineato che i risultati dei saldi invernali sono stati «inferiori alle aspettative iniziali. Nel gennaio 2015 non sembra essere diminuito il numero dei clienti, ma è calato il valore della spesa media effettuata. Un segno che gli 80 euro in più dati da Renzi in busta paga sono stati in larga parte assorbiti dalle tasse, per cui urge un alleggerimento del peso fiscale». L’andamento dei saldi è stato più positivo nei centri di provincia, meno positivo nelle città capoluogo del Fvg.

Il commento di Bolzonello. Il vicepresidente della giunta regionale ha voluto soffermarsi su tre elementi emersi dall’indagine: l’aumento della fiducia da parte delle imprese («non è banale»), l’incremento della concessione di credito («le banche cominciano a dare le risposte attese»), la possibilità di veder salire il livello occupazionale nei primi mesi del 2015. «Si tratta di segnali consolidati – chiosa Bolzonello – che stanno a dire che il momento va cavalcato, con un dollaro finalmente debole, un prezzo del petrolio ai minimi storici e una grande iniezione di denaro da parte della banca europea. Quindi ci sono tutte le condizioni perché finalmente, anche i consumi, comincino a procedere in maniera più importante. Il sistema Paese si stia realmente mettendo in moto: in 11 mesi il governo Renzi ha fatto più di quanto fatto nel passato. Lasciamoli lavorare e sono convinto che a brevissimo si porterà a casa un risultato importantissimo».