Dal 12 al 14 febbraio a Milano

Niente Bit per il Friuli Venezia Giulia. Anzi sì

Marcia indietro del vicepresidente Bolzonello. Turismo Fvg riesce a convincerlo a partecipare alla Borsa internazionale del turismo con uno stand autonomo

Il render dello stand del Fvg alla Bit 2015 (© )

UDINE – Tra direttore e assessore, alla fine, ad avere la meglio, è il primo. Michele Bregant. Lo dimostra il fatto che oggi, all’apertura della Borsa internazionale del turismo (Bit), a Milano, il Friuli Venezia Giulia è presente con un suo stand. Un’ipotesi allontanata con forza dal vicepresidente della giunta regionale, Sergio Bolzonello, solo qualche mese fa, a ottobre 2014: «La partecipazione del Fvg alla Bit è esclusa. E' inutile che tentate di convincermi, non si va e basta. Decido io. E' una manifestazione che costa troppo e che deve essere riorientata. Non buttiamo via i soldi dei cittadini. Lo stand ve lo dimenticate». Parole che Bolzonello pronunciava nel corso di una conferenza stampa organizzata per commentare i dati turistici dell’estate 2014. Il vicepresidente, nello specifico, si stava rivolgendo a chi gli sedeva affianco, il direttore di Turismo Fvg Bregant. Pare sia stato proprio quest’ultimo, nonostante la strigliata subita davanti ai giornalisti a ottobre, ad aver fatto cambiare idea a Bolzonello. Lui e il nuovo taglio dato alla Bit. «Come ho avuto modo di anticipare mesi addietro – conferma l’assessore Bolzonello – la nostra partecipazione a questa fiera non avrà niente a che vedere con lo sfarzo delle passate edizioni. Tanto per capirci, nel 2015 siamo passati a un investimento di poco più del 10% rispetto agli anni passati». In pratica dal milione di euro degli anni d’oro a poco più di 100 mila euro. «La Regione – puntualizza il vice presidente – partecipa solo in ragione del mutato orientamento complessivo della manifestazione, che ha decisamente virato verso la nuova formula, con un’agenda di incontri prefissati direttamente allo stand tra operatori e compratori».

A poche settimane dall’inizio dell’Expo, che trasformerà il capoluogo lombardo nella principale destinazione turistica italiana, la Bit si propone quindi di rilanciare il rapporto con i tour operator, con molte più presenze rispetto al passato di buyer esteri e italiani, con un parterre pressoché completo delle Regioni, ma soprattutto con un’organizzazione per aree tematiche più rispondente all’evoluzione del mercato del turismo: lusso, meeting e congressi , sport, leisure e hi-tech. I compratori – fa sapere l’organizzazione della Bit -, crescono del 50% rispetto alla scorsa edizione e provengono da 70 Paesi.

Nello stand del Fvg saranno presenti 37 operatori regionali, ciascuno con una postazione personalizzata, una vetrina dove mostrarsi, incontrare i tour operator  e offrire il proprio prodotto. A Milano il Friuli Venezia Giulia (la fiera resterà aperta fino al 14 febbraio) si offre come destinazione ottimale per quello che è stato definito «turismo slow», cioè un turismo di qualità e sostenibile, legato alla ricerca di autenticità e di scoperta delle bellezze e delle culture, ma anche per il  turismo attivo, legato alla fruizione dinamica del territorio attraverso una varietà di proposte ed esperienze come cicloturismo, trekking, golf, canoa, vela, kitesurf, equitazione, parapendio.