L’assessore Torrenti: «Forniremo il supporto necessario»

No al Cara di Tarvisio. Ma l’emergenza profughi in Fvg resta

Ai Comuni sarà chiesto di accogliere i migranti che non trovano posto nei centri di Caritas, Croce Rossa, Nuovi Cittadini e Centro Balducci. Servono 500 posti. Critici Riccardi, Ciriani e Zilli

L'ex caserma Lamarmora di Tarvisio non diventerà un Cara (© )

UDINE – Se Tarvisio tira un sospiro di sollievo, visto che è arrivata la conferma da Roma che l’ex caserma Lamarmora non sarà trasformata in un Cara (Centro di accoglienza richiedenti asilo), l’emergenza profughi, in Fvg, resta. Complessivamente il Governo nazionale chiede al Friuli Venezia Giulia di accogliere, a rotazione e temporaneamente, circa 1.200-1.500 persone. Per ora, quelli già arrivati in regione, hanno trovato ospitalità grazie a Caritas, Croce Rossa, Nuovi Cittadini, Centro Balducci, ma si cerca una disponibilità sul territorio di ulteriori 500 posti. Ed è qui che entrano in gioco i Comuni. «Ci siamo messi a disposizione, insieme alla Prefettura di Udine, per offrire tutto il necessario supporto – chiarisce l’assessore regionale Gianni Torrenti –. Auspico che già nei prossimi giorni con diversi Comuni si possa iniziare a costruire assieme un sistema di accoglienza ordinato, tranquillo, che ci consenta di uscire senza affanni dall'attuale emergenza».

L’idea della Regione è di avviare un’accoglienza diffusa su tutto il territorio regionale.  «Il problema non si risolve facendo finta che non esiste - aggiunge Torrenti – è un dovere giuridico, oltre che morale ed etico per il nostro Paese accogliere chi è in difficoltà; per cui l'alternativa consisterebbe nel lasciare alla Prefettura il compito di trovare gli spazi. E la Prefettura sarebbe costretta a individuarne di più ampi, facendo ricadere su singole comunità il peso di un maggior numero di persone». Da qui l'invito al «buon senso e alla solidarietà tra sindaci».

Ma sulla gestione dell’emergenza profughi da parte della Regione arrivano le critiche degli esponenti di centrodestra. «C'è da rimanere sconcertati di come la Regione stia affrontando il problema dei profughi e richiedenti asilo – commenta il capogruppo di Fi Riccardo Riccardi – da una parte Serracchiani si sveglia la mattina e dopo mesi di contrasto con il sindaco Carlantoni cambia idea sul paventato centro di accoglienza di Tarvisio; dall'altra, il suo assessore Torrenti chiede ai Comuni di sacrificarsi per ospitare altre centinaia di stranieri. L'impressione, non solo mia – aggiunge – è che il problema sia superiore alle capacità di governo di questa amministrazione regionale e che il risultato inevitabilmente sia il caos e il senso di abbandono percepito dagli amministratori locali, sui quali con disinvoltura si vorrebbe delegare quella che è una vera e propria emergenza sociale».
Critico anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale, Luca Ciriani. «L'esecutivo regionale, ancora una volta, si trova impreparato davanti ai problemi. La giunta che ha voluto chiudere tutti i Cara ora si trova a dover chiedere aiuto ai Comuni della regione che, oltre a essere sfiancati dai continui tagli, si troveranno anche a dover risolvere i problemi di una cattiva amministrazione regionale e cercare di garantire la pace sociale».
Duro attacco anche da parte della consigliere della Lega Nord, Barbara Zilli. «Il Friuli scoppia di immigrati. La gente è esasperata. I sindaci, resi impotenti, non sanno più dove sbattere la testa. E la presidente Serracchiani come pensa di gestire la situazione? Annuncia l'arrivo di centinaia di nuovi profughi e, assieme alla Prefettura, elabora fantasiose strategie per distribuire i nuovi arrivi in modo omogeneo sul territorio». «Trovo inconcepibile – chiude l’esponente del Carroccio –  che la presidente della Regione catechizzi i sindaci sulle modalità di accoglienza di altri profughi. L'obiettivo sarebbe chiudere i confini (in entrata) per questi soggetti. Non perseverare in una scellerata colonizzazione al contrario».