Informatica

Puksic, il trentenne «rottamatore» di Insiel

Un «self made man» all’italiana, cresciuto a pane e digitale, chiamato a guidare una società da 700 dipendenti: «Sono dove sono perché l’ho meritato»

Simone Puksic, presidente di Insiel (© )

UDINE - Lui ha 30 anni. L’età tipica di coloro che in un recente passato sono stati definiti «bamboccioni». A un certo punto questi trentenni hanno cominciato ad alzare la testa, reagendo a quella generazione che dopo averli relegati a ruoli poco o per nulla centrali, li ha definiti in quel modo. La reazione è arrivata assieme al «ciclone Renzi», che con i suoi modi da rottamatore sta tentando di imporre uno svecchiamento non solo della politica, ma soprattutto dei consigli di amministrazione delle partecipate. Ecco allora che a 30 anni, con tanta determinazione e voglia di cambiare la prospettiva delle cose, si può diventare presidente di una società pubblica da 700 dipendenti e ricominciare a guardare con ottimismo al futuro. Accade a Simone Puksic, friulano nominato al vertice di Insiel Spa dalla governatrice del Fvg in persona, Debora Serracchiani. 

Un «self made man» all’italiana Puksic, cresciuto a pane e digitale, formatosi tra Bocconi e Università di Udine, apparso sulla scena del Fvg tre anni fa: muove i primi passi da project manager del Ditedi, il Distretto delle Tecnologie Digitali e capisce che proprio attraverso le nuove tecnologie e il 2.0 può contribuire a migliorare la società. Ci si butta a capofitto e diventa coordinatore del progetto Go On Fvg, pendice regionale di quel Go On Italia creato da Riccardo Luna. Roma, Milano Venezia: per Puksic comincia un percorso di ribalta nazionale che lo porta a essere nominato tra i 100 innovatori del 2013 e a diventare un digital champion nel 2014.

«Sono dove sono perché l’ho meritato». E’ una delle frasi che Simone usa ripetere spesso. E come dargli torto: per «sfondare» nel mondo digitale ha dovuto affrontare la crisi dell’azienda di famiglia, ha dovuto lottare contro un sistema asfissiante che tarpa le ali ai più meritevoli, ha dovuto fare i conti con le lungaggini della burocrazia. Ma ne è venuto fuori. E qualche settimana fa è arrivata la chiamata di Insiel. Una società che, nella mente di tutti, pur occupandosi di informatica, è percepita come lenta, obsoleta, incapace di affrontare le sfide dell’innovazione. Simone non si perde d’animo e con entusiasmo si getta in questa ennesima avventura. «Cercherò di assolvere al ruolo che mi è stato affidato – afferma – con umiltà e determinazione, considerando questo incarico un’opportunità importante per me e per tutta la Regione Friuli Venezia Giulia, che punta a essere, tramite Insiel, una realtà pilota a livello nazionale. Molti guardano a noi e non credono sia possibile, ma Insiel può e deve rappresentare il cambiamento! L’Insiel che ho in mente – chiarisce – è un’azienda dinamica, veloce, innovativa, all'avanguardia, capace di rispondere in tempi rapidi, affidabile, sempre al servizio del cittadino. La nostra forza sarà fare nel modo migliore possibile il lavoro che ci viene richiesto, ogni giorno, avendo ben chiaro qual è il nostro obiettivo: essere l’orgoglio della nostra Regione, l’esempio da seguire sul digitale, anche a livello nazionale».

Che l’aria in Insiel sia cambiata basta andare su Twitter, dove sono comparsi il profilo ufficiale della società (@InsielSpa) e quello di uno dei primi progetti avviati da Puksic, Insiel4young (@Insiel4y), nato per far entrare in Insiel laureandi e neolaureati tramite tirocini formativi e di orientamento retribuiti. Se il buongiorno si vede dal mattino…