Prime reazioni alla decisione di Durì

La Lega promuove il no al velo e difende il crocifisso in classe

Il segretario nazionale Fedriga condivide la scelta del preside. Pittoni chiede di distinguere tra le ostentazioni religiose e i simboli fondanti della società occidentale

La Lega Nord Fvg contro l'uso del velo in classe (© )

CERVIGNANO – Com’era prevedile, la Lega Nord si schiera dalla parte di Aldo Durì, il preside dell’istituto di Cervignano che ha vietato l’uso del velo islamico in classe. Se il segretario nazionale Massimiliano Fedriga, via Twitter, proprio sul profilo di Diario di Udine, conferma di essere «molto» d’accordo sulla proibizione del velo a scuola, Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord, si spinge oltre, difendendo i simboli della religione cristiana.

«Ben vengano a scuola interventi decisi contro l'ostentazione, specie se imposta, di segni esteriori della propria confessione religiosa, come il velo islamico che copre in parte o del tutto il viso – commenta Pittoni –. Spero non diventi pretesto per togliere il Crocifisso dalle aule, che simboleggia valori fondanti della nostra società come il rispetto della vita umana e delle opinioni altrui. L'Europa si costruisce valorizzando le differenze compatibili, non con l'appiattimento culturale».

Pittoni allarga il suo ragionamento sul livello nazionale: «Il problema purtroppo non tocca solo questo angolo d'Italia. Si è puntata l'attenzione sugli autori materiali di massacri come quello di Parigi, dimenticando le centinaia di migliaia di manifestanti che da anni, anche in Paesi islamici da alcuni definiti "moderati", invocano la pena di morte per chi critica l'Islam. C'è una fetta di mondo in cui a scuola, dalla più tenera età, si insegna odio per le altre culture, predicando violenza. E' quindi nostro preciso dovere «gestire» i fenomeni immigratori a tutti livelli, avendo ben chiaro che le differenze possono convivere solo in presenza di un sufficiente grado di compatibilità. Altrimenti - conclude Pittoni - lo scontro diventa inevitabile».