Le reazioni dopo la circolare di Durì

L’Ufficio scolastico regionale «boccia» il preside anti-velo

Il dirigente vicario Biasiol ha scritto: «Non sussistono ragioni per opporsi all’uso di segni di espressione della propria appartenenza religiosa». Critica anche l’assessore Panariti

Fa discutere il divieto di indossare il velo in classe (© )

CERVIGNANO – L’Ufficio scolastico regionale del Fvg sconfessa la decisione del preside dell’Isis di Cervignano. «Non appare sussistano ragioni – si legge nella circolare diffusa dal dirigente vicario Pietro Biasol – per opporsi, in generale, all’uso di segni di espressione della propria appartenenza culturale e religiosa che non si pongano in contrasto con l’ordinato svolgimento dell’attività didattica e con il regolare funzionamento della vita scolastica».

Questa la posizione ufficiale dell’Ufficio scolastico regionale, che non ha gradito il divieto di utilizzare simboli religiosi in classe stabilito dal preside Aldo Durì. A questo proposito ci sarebbe già stata una richiesta formale di ritirare la circolare rivolta all'istituto della Bassa Friulana. Dietrofront che non è ancora avvenuto. «Le nostre scuole – ha dichiarato Biasiol al Tgr – stanno già facendo quello che devono fare, e cioè favorire il dialogo tra gli studenti, accettando le diversità e non opponendosi all’espressione serena e pacifica della diversità».

Ma Durì non molla e ribadisce come il suo non sia tanto un divieto, quando un invito alla riflessione, sottolineando come la circolare si riferisse all’ostentazione di ogni simbolo religioso. Crocifisso compreso (che difatti non troverebbe posto nelle aule dell’Isis di Cervignano).

Biasol, però, ha voluto fare chiarezza inviando a tutti i dirigenti scolastici del Fvg una contro-circolare, nella quale ha evidenziato il fatto che la scuola non può imporre restrizioni alla libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo. «Giova ricordare – ha scritto Biasiol – che dette restrizioni possono essere unicamente quelle previste dalla legge, che si rendano necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell’ordine pubblico, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali».

Una questione molto dibattuta, non solo a livello politico, ma anche tra i cittadini. Lo dimostrano i molti commenti apparsi sui social network e sui siti di informazione. Come solitamente avviene in questi casi, il popolo si è diviso, tra chi dà il proprio sostegno al dirigente scolastico di Cervignano e chi grida allo scandalo per una decisione al limite del razzismo.

Sul tema è intervenuta anche l’assessore regionale all’Istruzione, Loredana Panariti, che dalle pagine del Gazzettino ha chiarito la propria posizione, definendo «discriminatorio» il provvedimento del preside Durì. «Allora dovremmo impedire anche alle suore di entrare a scuola – ha affermato –. Sono preoccupata dal pericoloso diffondersi di questo modo di ragionare. L’integrazione è certamente auspicabile, ma non deve cancellare le peculiarità proprie delle singole religioni, naturalmente nel rispetto di tutti e della legge».