L’usanza diffusa anche tra i giovani

Mercoledì delle Ceneri: la tradizione «aringa» resiste nel tempo

Nel capoluogo friulano, il primo giorno di Quaresima, è consuetudine mangiare anche baccalà, sarde in saòr e polenta. Le testimonianze di tre ristoratori del centro cittadino

Maurizio e Mario Mancini, titolari de «Al Vecchio Stallo» (© )

UDINE - «Pe Cinise si mangje la renghe». Così dice la tradizione friulana. E anche oggi le Ceneri continuano a essere un appuntamento molto sentito dagli udinesi. A confermarlo diversi ristoratori che abbiamo intervistato. Una tradizione che si perde nella notte dei tempi, ma a cui ancora non si rinuncia. Per i più ha probabilmente perso la valenza religiosa, da cui trae origine, ma il pasto a base di pesce del primo giorno di Quaresima rimane un must.

Baccalà e frittura mista, ma anche tre diverse ricette a base di aringa. Alla trattoria "Ai Frati" di Udine, la signora Rosa Paolini ha in programma questo e molto di più per i suoi ospiti. «Abbiamo già esaurito tutti i posti a disposizione per mercoledì sera - ha raccontato - molti clienti hanno già prenotato da tempo per quest'occasione».

Dello stesso tenore anche le parole del signor Maurizio Mancini, titolare assieme al fratello Mario di un altro storico locale della città, l'osteria "Al Vecchio Stallo". «Per le Ceneri, dal 1986 - ha spiegato - teniamo aperto in quello che è il nostro giorno di riposo settimanale, il mercoledì». Anche qui sarà possibile scegliere tra un vasto menù che prevede, fra le molte pietanze, tonno, sarde, aringa per tutti i gusti e baccalà.

Non sarà da meno il l'osteria «Alla Ghiacciaia», dove Mario, oste da oltre un decennio, ha sottolineato come sia fondamentale «accompagnare l'aringa o il baccalà con un buon bianco made in Friuli».

Le ricette, tradizionalissime - così ci è stato assicurato da tutti - saranno ovviamente accompagnate dalla polenta. Un'altra pietanza che non può mancare sul tavolo dei friulani e che, ancora una volta, richiama la tradizione più antica.

Sempre il signor Maurizio ha raccontato come le loro portate siano sempre le stesse da 29 anni: «Abbiamo voluto, fin dal principio, proporre ai nostri clienti i piatti che avrebbero potuto preparare loro stessi, ma con la comodità di poterle gustare, senza dover cucinare, seduti nel nostro locale come fossero a casa loro».

Una consuetudine radicata, da quanto emerso, e non sentita solamente dagli adulti, ma anche dai giovani, «over 20» come ha però puntualizzato Mario. Benché originariamente le Ceneri avessero lo scopo di ricordare ai devoti la labilità e futilità della vita terrena contro l’importanza della fede e dell’impegno in periodo di Quaresima, oggi è più probabilmente diventata un'occasione per passare una serata con gli amici, gustando quei piatti della tradizione popolare e culinaria che non si è più soliti preparare tra le mura di casa.

L'esterno della trattoria

L'esterno della trattoria "Ai Frati" (© )

L'esterno dell'osteria

L'esterno dell'osteria "Alla Ghiacciaia" (© )

L'esterno dell'osteria

L'esterno dell'osteria "Al Vecchio Stallo" (© )