Una miniera archeologica ancora da scoprire

Dalle acque del fiume Stella una nave medioevale unica al mondo

I risultati della 4^ campagna del progetto Anaxum, unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea in un fiume, condotto da Universitą di Udine e Soprintendenza per i beni archeologici del Fvg

Il relitto dell'imbarcazione rinvenuta nel fiume Stella (© )

UDINE – Oltre 700 reperti pregiati di epoca romana riemersi dal fiume Stella, tra cui il relitto di un’imbarcazione dell’XI secolo, un unicum mondiale per i contesti fluviali. E' il risultato della quarta campagna di ricerche nel fiume Stella del progetto Anaxum, condotto da Università di Udine e Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia. Queste nuove scoperte si aggiungono a quelle ottenute fin dal 2011 sempre grazie al progetto Anaxum, destinate a rappresentare la spina dorsale del futuro parco eco-storico del fiume Stella. Anaxum, antico nome latino dello Stella, è l’unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea in un fiume, localizzato tra i comuni di Palazzolo dello Stella e Precenicco,

Le ricerche subacquee nello Stella
Durate sette settimane (fine giugno-prima metà di agosto 2014) le indagini si sono concentrate nell’area del sito «Stella 1» (a nord del ponte pedonale tra Piancada e Precenicco). In questo tratto di fiume si trovano la struttura lignea lunga circa 6 metri e di cui si sta studiando la funzione; i resti del relitto «Stella 1» (scavato e rilevato nel 2011), e una vasta zona di dispersione di reperti archeologici, solo in parte appartenenti al relitto. Nel 2014 la campagna di recupero di tutti i reperti sparsi su questo tratto del letto del fiume ha portato al rinvenimento di oltre 3,2 tonnellate di materiale archeologico, compresi i laterizi. I lavori hanno visti impegnati 13 studenti delle università di Udine, Padova, Pisa, Sassari, Trieste e dell’americana Texas A&M, consorziata al progetto. La didattica è stata parte integrante della missione archeologica nello Stella. Più della metà degli studenti erano infatti alla prima esperienza di scavo subacqueo. Ora l’attività prosegue presso il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali nel Laboratorio di archeologia delle acque (Lada), dove è stato avviato lo studio dei reperti di alto valore informativo. Tra questi rivestono grande interesse il giogo di bilancia a bracci uguali in bronzo dorato con le tacche da semioncia per beni preziosi, e la ceramica d’importazione, che conferma l’appartenenza dello Stella alle vie d’acqua del Mediterraneo romano. Nella campagna 2014 gli archeologi hanno effettuato 164 immersioni per complessive 175 ore di lavoro sott’acqua.

Il relitto dell’XI secolo di Precenicco
La barca abbandonata in una area marginale del fiume Stella e ritornata alla luce dopo mille anni, è un unicum mondiale perché rappresenta una forma di transizione tra il modo di costruire del mondo antico e quello medievale-moderno. Forma e sistema costruttivo utilizzati trovano parziali confronti solo con uno dei relitti bizantini di Yenikapı, l’antico porto di Istanbul, e con quello di Serçe Limani, sempre in Turchia. Il relitto in legno è ciò che resta di una imbarcazione risalente all’XI secolo, a uso non esclusivamente fluviale, ma anche lagunare. Lo scafo è stato individuato nel 2012 nella zona di Precenicco nell’ambito delle attività di tutela archeologica della Soprintendenza, durante i lavori di sistemazione delle sponde dello Stella da parte del Consorzio di bonifica Bassa friulana. Il 25 agosto 2014 sono iniziati i lavori di scavo archeologico condotti da ArcheoLAB per riportare alla luce il relitto, situato due metri sotto terra, in una zona un tempo golena del fiume. Dopo la completa messa in luce dello scafo, il relitto è stato inserito in una struttura metallica e tutt’attorno è stata realizzata una vasca di contenimento per tenere il legno costantemente immerso in acqua in attesa del restauro.

I commenti
«Grazie ad Anaxum l’Università di Udine – ha sottolineato il rettore dell’Ateneo, Alberto Felice De Toni – si è posta in questi anni al vertice della formazione archeologica subacquea in Italia e con capacità di attrarre studenti anche dall’estero, ciò grazie alla assoluta unicità di una attività condotta in un contesto fluviale. I risultati delle ricerche ci consentono inoltre di restituire alla collettività non solo nuovi dati sul nostro passato, ma anche potenziali risorse per le comunità che vivono vicino al fiume Stella e per il Friuli tutto». Soddisfatto anche l Soprintendente per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, Luigi Fozzati: «Il progetto Anaxum – ha dichiarato – costituisce l’unico esempio in Italia di cantiere-scuola di archeologia subacquea in un fiume. Estremamente importanti appaiono, dunque, i risultati, non solo a fini scientifici, ma anche didattici, della quarta campagna di scavo e rafforzano l’impegno della Soprintendenza per il prosieguo del progetto».

Per raccontare le fasi di scavo e il recupero dell’imbarcazione, è stata allestita una mostra fotografica nell’atrio di palazzo Antonini costituita da una decina di gigantografie. L’esposizione è visitabile fino al 14 marzo, da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 18.30, e sabato dalle 8 alle 13.