19 aprile 2024
Aggiornato 12:00
La riforma degli enti locali

La Cisl auspica due Uti a nord di Udine

Da una parte i Comuni di Gemonese-Tarcentino, dall’altra quelli di Valcanale e Canal del Ferro. Due Unioni «di peso» per tenere testa alle aggregazioni dell’udinese. Interviene anche la Lega.

GEMONA – Torna ad animarsi la discussione sulle Unioni territoriali intercomunali introdotte dalla riforma degli enti locali. A intervenire è la Cisl Alto Friuli, che vede di buon occhio la proposta lanciata dai sindaci del Gemonese per giungere alla definizione di un’Uti da 100 mila residenti. La referente carnica della Lega Nord, invece, auspica un'aggregazione tra i territori di Carnia e Valcanale-Canal del Ferro.

L’auspicio territoriale di Colautti 
«La proposta fatta dai primi cittadini di Artegna, Bordano, Gemona, Montenars, Trasaghis e Venzone per aggregare il Gemonese, la Collinare e il Tarcentino - ragiona Franco Colautti, segretario della Cisl Alto Friuli  - va nella giusta direzione per garantire a questo territorio massa critica, sinergie e visione d’insieme per costruire concrete progettualità in chiave futura». Allo stesso tempo Colautti suggerisce l’apertura di un tavolo di confronto tra Carnia e Valcanale-Canal del Ferro, comprensorio quest’ultimo al momento inserito nella Uti dell’Alto Friuli Orientale con il Gemonese. «Da tempo gli amministratori locali di quei territori segnalano le diverse caratteristiche e vocazioni sociali, economiche ed orografiche rispetto al Gemonese - fa notare Colautti - pensare dunque a una fascia montana unita da est a ovest con la garanzia dei sub-ambiti, potrebbe portare a due Uti a nord di Udine coese e cooperanti, mantenendo al loro interno caratteristiche di policentrismo che da sempre contraddistinguono questi ambiti».

Bubisutti rilancia l’Uti tra Carnia e Valcanale
Sul tema specifico delle Unioni in Alto Friuli, si segnala anche l’intervento di Aurelia Bubisutti, rappresentante carnica della Lega Nord. «Invito la Carnia a non chiudersi ancora una volta in se stessa, iniziando a prendere contatti con il Tarvisiano per comporre una Unione dal massiccio peso specifico, capace di tenere testa alle altre macro-aree della Regione. I numeri in termini di popolazione continuano drasticamente a crollare – rileva Bubisutti – per questo dobbiamo attrezzarci per vincere patetiche ritrosie campanilistiche tra Carnia e Valcanale-Canal del ferro. E' tempo di fare tesoro degli errori passati e confermare che se c'è la volontà siamo più svegli e lungimiranti degli altri. Ricominciamo a osare».

Lo scenario futuro
La delibera regionale di individuazione delle Uti lascia spazio ai Comuni per fare ragionamenti motivati che prevedano assetti anche diversi da quelli proposti. «Si utilizzi il tempo a disposizione - conclude Colautti - per lavorare al meglio con la prospettiva di unire le comunità nell’interesse primario dei cittadini». Tenendo ben a mente che, se la Regione non accetterà di sedersi attorno a un tavolo per rivedere una parte dei contenuti della nuova legge, un centinaio di sindaci è già pronta a impugnare la norma davanti al Tar.