Fu la dimora di Ippolito Nievo

Per il restauro del Castello di Colloredo servono altri 6 milioni di euro

Il presidente della Provincia Pietro Fontanini si appella alla Regione affinché incrementi il fondo già a disposizione di 18 milioni di euro

Il sopralluogo effettuato al castello di Colloredo di Monte Albano (© )

COLLOREDO DI MONTE ALBANO - «La Regione deve intervenire per finanziare il completamento del recupero del Castello di Colloredo di Monte Albano. Servono 6 milioni di euro». E’ l’appello lanciato dal presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini durante il sopralluogo al cantiere del maniero dove sono in corso i lavori del primo stralcio del progetto di recupero organico. Impegno di spesa complessivo dell’operazione in atto: 18 milioni 400 mila euro.
«Risorse importanti che derivano dalle leggi speciali per la ricostruzione post-terremoto – ha ricordato Fontanini – ma che devono essere integrate da un’ulteriore tranche affinché l’impegno profuso non venga vanificato e il recupero rimanga parziale. Sarebbe un peccato perdere l’occasione di un intervento complessivo che consenta la massima fruizione del complesso castellano che, vista la sua importanza storica e la sua monumentale dimensione, può diventare il centro di riferimento dei castelli della storia medioevale del Friuli, la nostra età dell’oro».

I lavori attualmente in corso, compresi nel primo lotto, riguardano l’Ala Nievo, la Casa Rossa, l’Ala est, la centrale tecnologica, il rifacimento e il consolidamento dei terrazzamenti esterni. A oggi è stato completato il 20% dell’intervento che, da contratto, prevede la conclusione nell’aprile 2018. Con i 6 milioni di euro aggiuntivi si andrebbe a coprire l’intera esigenza del secondo lotto, (quantificato in progetto in 10 milioni di euro) che prevede il recupero del Mastio, della Casetta Nievo oltre al completamento delle opere esterne.

«In parallelo all’intervento edile e conservativo, è necessario attivare anche un «cantiere culturale» per programmare,  di pari passo al recupero dei muri, anche la fruizione e il futuro utilizzo degli spazi pubblici per mostre, convegni, eventi», sollecita Fontanini che, accompagnato dal vicesindaco di Colloredo di Monte Albano Renza Baiutti, nel sopralluogo è stato guidato dal Commissario per la ricostruzione del Castello, Vittorio Zanon, dai tecnici Paolo Fasani (direttore lavori) e Vittorio Foramitti (direttore operativo per le opere artistiche e architettoniche) nonché da Giuseppe Galvan (direttore di cantiere per l’impresa appaltatrice Coveco.
Tra le novità degli ultimi giorni, il rinvenimento di un muro (15 metri di lunghezza) di presunta origine trecentesca: si pensa possa trattarsi di una parte del nucleo originario del mastio. Sono in corso gli approfondimenti del caso da parte degli archeologici, con la supervisione scientifica della Soprintendenza ai beni archeologici, per definire l’esatta datazione e inquadrarlo nel contesto storico.