Si interviene in laguna

Consegnati i lavori per il dragaggio dei canali di Marano

La Regione investe 410 mila euro per rimuovere i detriti nell’area dell’isola Dossat e di porto Maran. Saranno esportati 75 mila metri cubi di sedimenti

Avviati i dragaggi nella laguna di Marano (© )

MARANO LAGUNARE - I primi lavori nella primavera dello scorso anno. Quelli veri, realmente risolutivi, come ha sottolineato l'assessore regionale ai Lavori pubblici Mariagrazia Santoro, a partire dal 22 febbraio, con una conclusione prevista per la fine di giugno.
Sono stati consegnati, dallo stesso assessore Santoro e dal sindaco Devis Formentin, i lavori per il dragaggio dei canali prospicienti l'abitato di Marano Lagunare, a concludere un'attività di escavo iniziata, appunto, sempre a cura della Regione, nel corso del 2014.

Necessario proseguimento e completamento del primo intervento eseguito d'urgenza dalla direzione regionale dei Lavori pubblici, il programma prevede ora l'escavazione complessiva di circa 75.000 metri cubi di sedimenti, allo scopo di garantire una profondità minima per tutti i canali di -2,50 metri.
Questi materiali saranno collocati in due distinte aree di deposito, interessando una superficie di circa 220 metri quadrati, nella quale lo spessore medio risulterà pari a 30 centimetri, andando a consolidare le due barene esistenti ai lati del canale, oggi sottoposte a fenomeni di erosione.
Nel corso dei lavori di deposito saranno utilizzate anche delle speciali panne antitorbidità, nell'intento di minimizzare il movimento, innescato dalla maree, delle particelle in sospensione.
I tratti di canale oggetto dell'intervento - con un costo pari a quasi 410.000 euro - sono quelli compresi all'interno dell'abitato, perimetrali all'isola Dossat e degli specchi d'acqua circostanti porto Maran.

«La Regione ha concretizzato un lavoro fondamentale per il sistema mare dell'area di Marano, nel quale convivono e si coniugano con la stessa importanza economia, turismo e natura», ha chiarito l’assessore Santoro, mettendo anche in luce come l'intervento («atteso da molti anni», ha annotato il sindaco Formentin) sia stato sviluppato grazie a competenze e capacità tecniche «tutte interne» all'amministrazione regionale.