Innovazione

La realtà virtuale degli Oculus Rift parla friulano

Due aziende di Tavagnacco stanno lavorando allo sviluppo di software 3D in tempo reale per smartphone e pc. Si tratta della Ensoul e della Rt View. Si occupano anche di Google Cardboard.

Google Cardboard (© )

UDINE – Il futuro della tecnologia va in una direzione ben precisa: la realtà virtuale. Si calcola che, per la fine del 2016, saranno 11 milioni gli utenti della VR (virtual reality). Per dare concretezza a questa previsione, in tutto il mondo, centinaia di «smanettoni» sono al lavoro con l’obiettivo di dotare di contenuti sempre più realistici la realtà virtuale. Tra loro c’è anche un team di giovani sviluppatori friulani, che da qualche mese si è impegnato nella realizzazione di software 3D in tempo reale per Oculus Rift, Google Cardboard e altri devices (grazie anche al materiale fornito da Google stessa). In pratica se, in un futuro sempre più prossimo, la realtà virtuale sarà accessibile sia dai dispositivi mobili sia dai pc, il merito sarà anche dei ragazzi che lavorano alla Ensoul e alla Rt View di Tavagnacco.

UNA REALTÀ…REALE – I loro uffici sono piccole stanze ricavate nei capannoni che costeggiano via Tavagnacco. Però, da quelle stanze, si può avere accesso al mondo della realtà virtuale. Basta indossare gli Oculus Rift e in pochi secondi si è catapultati nello spazio. La cosa incredibile è riuscire ad avere una visione a 360° dei corpi celesti: si può scorgere la Terra, un frammento di Luna, le stelle. Per qualche minuto ci si sente come l’astronauta Samantha Cristoforetti, in questi mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. La visuale è molto realistica e a ogni piccolo movimento del capo si scoprono nuovi dettagli e nuove prospettive. Un’esperienza che, tra qualche mese, sarà probabilmente pratica comune in tutte le case. Provandola ci si rende subito conto di quanto avesse ragione Mark Zuckerberg al momento dell'acquisizione di Oculus Rift: «Non più solo immagini, condividerete esperienze».

Fulvio Romanin con indosso gli Oculus Rift

Fulvio Romanin con indosso gli Oculus Rift (© )

VIRTUAL MOBILE – «Ci stiamo lavorando da mesi – spiegano i ragazzi di Rt View – con l’obiettivo di migliorare il supporto virtuale a disposizione degli utenti. Ci occupiamo della realizzazione di questi contenuti non solo per i computer fissi o potenzialmente per le console di videogioco, ma anche nell'ottica di una fruizione su smartphone, alla luce degli ultimi sviluppi di questo mercato».
Un esempio è Google Cardboard; con una scatolina fatta di cartone e due lenti, è possibile provare la realtà virtuale anche dal cellulare. Una rivoluzione a basso costo, grazie alla quale, ad esempio, alla Ensoul è possibile farsi un giro sulle montagne russe. Una prova meno avvolgente rispetto a quella degli Oculus, ma comunque interessante e divertente, che fa capire le enormi potenzialità di questo mercato.
«Nell’immediato, queste tecnologie avranno sbocchi soprattutto nel gaming – spiega Fulvio Romanin, ceo di Ensoul – ma sono certo che in pochissimo tempo si andrà oltre, occupando il segmento dell’intrattenimento vero e proprio. Nel giro di qualche anno la realtà virtuale diventerà un fenomeno di massa».

IL FUTURO – Per chi, negli anni ’80 e ’90, era già rimasto affascinato dagli occhialini bicolore per la visione 3D al cinema, l’avvento della realtà virtuale avrà un impatto dieci volte superiore. E se un domani nelle scuole basterà indossare un paio di occhiali per scoprire come si viveva nel Medioevo e per rivivere una delle grandi battaglie della storia, il merito sarà anche dei cervelli «made in Friuli».