I numeri di Confcommercio

In 5 anni calate del 25% le vendite di carburante in Fvg

La crisi sommata ai prezzi alti (ancora poco concorrenziali con quelli di Austria e Slovenia) fa scendere il quantitativo di benzina e gasolio erogati. Nell’ultimo anno si è passati da 566 a 563 milioni di litri

I vertici di Cafc, Assopetroli e Confcommercio Fvg (© )

UDINE –  La crisi e gli alti costi del carburante fanno scendere i litri erogati in Fvg nel 2014, ma tutto ciò non incide sul numero di chi varca il confine per rifornirsi. E’ quanto dicono i dati di Figisc-Confcommercio relativamente alle vendite di benzina e gasolio nel 2014. In regione diminuisce dello 0,44% il consumo di carburante, passato da 566.153 milioni a 563,676 milioni di litri (-3,67% per la benzina, +2,44 per il gasolio), tendenza non rispettata in provincia di Udine (da 298 milioni a 304 milioni di litri, +2,01%). Come accennato, però, questo calo non è da collegare a una fuga oltre confine degli automobilisti, considerato che i numeri del pendolarismo del pieno, nel 2014, sono praticamente gli stessi di quelli del 2013: tra 85 e 100 milioni di litri l’anno, pari a un 13-15% dei consumi totali.
A diminuire sono stati anche i litri del carburante agevolato: -1,05%. A preoccupare di più è la tendenza sul lungo periodo, con un calo del 25% nella vendita di carburanti registrata negli ultimi 5 anni in Fvg, trend che non fa stare tranquilli i circa 2 mila occupati del comparto.

ALL’ESTERO CONVIENE - Il prezzo del carburante che si trova in Carinzia o in Slovenia non regge il confronto con quello del Friuli Venezia Giulia, che perde terreno anche nei confronti del vicino Veneto. Come reso noto da Confcommercio, si passa da 1,471 euro al litro del Friuli a 1,462 del Veneto, da 1,240 della Slovenia a 1,109 della Carinzia (prezzi per la benzina), da 1,391 del Fvg a 1,374 euro del Veneto, da 1,157 della Slovenia a 1,078 dell’Austria (prezzi per il gasolio). Perché tutta questa differenza? Bruno Bearzi, presidente provinciale Figisc, ha tentato di spiegare innanzitutto gli scostamenti di prezzo tra Fvg e Veneto: «Il differenziale tra prezzi mediani regionali e prezzi del Veneto – afferma – è dato da due fattori: un maggior costo di cessione dei prodotti sull’area più orientale da un lato, dall’altro una minore diffusione di operatori indipendenti. Questi ultimi – aggiunge – hanno prezzi di cessione dei prodotti molto più bassi di quelli che le compagnie che li riforniscono riservano invece ai propri gestori».

IMPOSTE – Rispetto al Paesi confinanti, il prezzo delle pompe friulane è più alto a causa delle tasse sui carburanti (accise più Iva): in media 0,994 euro al litro per la benzina in Friuli (contro gli 0,835 euro della Slovenia e gli 0,678 dell’Austria) e gli 0,868 del gasolio (contro gli 0,717 della Slovenia e gli 0,590 dell’Austria). Proprio le imposte determinano la mancata discesa del prezzo del carburante ogniqualvolta diminuisca il costo del petrolio.

ACQUE DI SCARICO – Restando in tema carburanti, una boccata d’ossigeno per i gestori delle stazioni di rifornimento arriva da un accordo siglato tra Figisc-Confcommercio, Assopetroli e Cafc-Ato Centrale. In pratica ogni gestore potrà risparmiare fino a 500 euro all’anno per le spese relative della tariffazione delle acque di dilavamento piazzale a carico dei distributori, a seguito della constatazione che gli scarichi autorizzati in fognatura sono conformi ai dettami di legge e non presentano, dalle analisi chimiche riscontrate, particolari agenti inquinanti. L’intesa, tra l’altro retroattiva (la riduzione in bolletta vale infatti dal 1 gennaio 2014), «consente di rimediare a un’ingiustizia posto che le nostre imprese – dichiarano Bruno Bearzi di Figisc e Piergiorgio Gross referente regionale Assopetroli – già si fanno carico di depurare le acque dei propri piazzali e di scaricare in fognatura un materiale non inquinante».