Piano di razionalizzazione

Tagli agli uffici postali: si mobilita la politica

L’onorevole Fedriga (Ln) presenta un’interrogazione al ministro Guidi. L’assessore Panontin (Cittadini) chiede gradualità all’ad di Poste, il consigliere Sibau (Ar) spera nella salvaguardia della polizia postale

La politica si mobilita contro la chiusura degli uffici postali in Fvg (© )

UDINE – La politica si mobilita per scongiurare disservizi in merito all’annunciata chiusura di 19 uffici postali in Fvg (13 dei quali in provincia di Udine). Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga presenta un’interrogazione al ministro per lo Sviluppo Economico, l’assessore regionale Paolo Panontin chiede gradualità nel processo di modernizzazione mentre il consigliere regionale Giuseppe Sibau auspica il mantenimento della polizia postale.

FEDRIGA INTERROGA – L’esponente del Carroccio ha scritto al ministro Federica Guidi chiedendole di intervenire per favorire «una concertazione tra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei Comuni del Fvg», oltre che per evitare «decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane in grado di arrecare disagi ai cittadini-utenti che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità». Detto questo, Fedriga ha ricordato come Poste, in quanto società a capitale interamente pubblico, «riceva ingenti contributi da parte dello Stato per consentire agli uffici postali periferici di garantire l'erogazione dei servizi postali essenziali». Nonostante questo, ha aggiunto nell’interrogazione, «il piano di riorganizzazione previsto dall'azienda, che dovrebbe diventare effettivo dal 13 aprile, prevede, in Fvg, la chiusura di 19 sportelli postali, il 70% dei quali nel territorio della provincia di Udine».
Il parlamentare ha quindi ricordato come i servizi postali siano essenziali per le famiglie e le imprese, e come una loro razionalizzazione, specie nei Comuni montani, «possa rappresentare un problema per tutta la comunità contribuendo al depotenziamento del territorio e allo spopolamento».  Fedriga ha concluso invitando le Poste a non perseguire solo «una logica del guadagno», ma a tutelare gli interessi dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione in particolare.

PANONTIN FRENA - «Non vogliamo di certo frenare l'attuazione di una modernizzazione del sistema poste, che va verso la digitalizzazione dei servizi, ma occorre tenere in debita considerazione che certe aree del territorio, specie in montagna, sono ancora condizionate dal divario digitale. Di conseguenza, prima di chiudere qualche sportello e introdurre la figura del
postino telematico, occorre agire con gradualità e buon senso, in modo da garantire sempre e comunque l'accesso ai servizi, soprattutto a favore della popolazione più anziana
». Lo ha detto l'assessore regionale alle Autonomie Locali, Paolo Panontin (Cittadini), durante i lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, a cui ha preso parte anche l’ad di Poste italiane, Francesco Caio. Quest’ultimo ha illustrato il Piano industriale dell'azienda, che prevede l’introduzione della figura del postino telematico, il portalettere munito di un terminale portatile, in grado di offrire a domicilio i servizi principali dell'ufficio postale.
«Abbiamo chiesto una gradualità nel percorso di razionalizzazione - ha riferito Panontin -. Di conseguenza il confronto tra Regione e Poste italiane sarà d'ora innanzi diretto, analizzerà ogni singola situazione e, naturalmente, non mancherà di tener conto del protocollo d'intesa sottoscritto lo scorso novembre, che prevede una stretta collaborazione per la fornitura di determinati servizi ai cittadini proprio attraverso la rete degli uffici postali».

SIBAU SPERA - Alla chiusura degli uffici postali seguirà, a breve, anche la chiusura di molti uffici di Polizia. Il consigliere di Autonomia Responsabile Giuseppe Sibau, si appella alla giunta Serracchiani per sapere se intenda attivarsi «nei confronti del Governo per evitare che la Polizia, in particolare quella postale, venga smantellata». «Tenendo conto che il Governo - spiega Sibau - per far fronte alla progressiva diminuzione degli organici intende chiudere 251 uffici di specialità della Polizia di Stato, riducendo le sezioni di Polizia postale per mantenere solo quelle presenti nei capoluoghi di regione, è opportuna una forte azione politica della giunta per evitare l'indebolimento dell'attività di contrasto alla criminalità in Fvg».