Le proclamazioni il 3 marzo

Nastri d’Argento 2015: in gara anche «The Special Need»

Il film di Carlo Zoratti è stato candidato nella categoria «Cinema del reale», martedì prossimo l'annuncio ufficiale. In gara altri quattro importanti documentari

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UDINE – La favola di Enea guadagna un nuovo capitolo che si aggiunge alle ultime e sorridenti pagine di una storia, di una vita, dove i sorrisi non hanno sempre avuto diritto di cittadinanza. Enea è, ovviamente, Enea Gabino, l’irresistibile protagonista di «The Special Need», e il nuovo capitolo porta la data del 3 marzo: il film di Carlo Zoratti è stato candidato ai Nastri d’Argento 2015, nella categoria «Cinema del reale», e martedì prossimo ci saranno, appunto, le proclamazioni.

Archiviate le numerose vittorie (tra cui, ricordiamo, Dok Leipzig, Trieste Film Festival, ZagrebDox, SXSW Film Festival), dunque, un’altra bella notizia per tutta la crew di sognatori che ha creduto e scommesso sul film: dalla catena produttiva (Videomante e Detailfilm con ZDF) fino alla distribuzione (Tucker Film), senza ovviamente dimenticare il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e Rai 3.

Insolito road movie (ma, prima ancora, potente indagine sentimentale) che esplora con allegria e leggerezza il tema sesso-amore-disabilità, The Special Need ha raggiunto le sale italiane un anno fa e non ha mai interrotto il suo cammino. Un percorso che ora lo porterà a confrontarsi con altri quattro importanti documentari (selezionati dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici tra 50 titoli): Come il peso dell’acqua di Andrea Segre, La zuppa del demonio di Davide Ferrario, Sul vulcano di Gianfranco Pannone e Triangle di Costanza Quatriglia.

La trama di The Special Need, ormai, è nota. Enea ha trent’anni, un lavoro e un problema. Anzi, più che un problema, una necessità. Una necessità speciale: fare (finalmente) l’amore. Enea ha anche due amici, Carlo e Alex, decisi ad aiutarlo. A prenderlo sottobraccio con sorridente dolcezza. Se non è facile realizzare i propri sogni, non è certo facile realizzare quelli degli altri. E il sogno di Enea, impigliato nella rete dell’autismo, richiede una manutenzione delicatissima. Basteranno un piccolo viaggio in furgone e una grande complicità tutta maschile per creare le giuste condizioni?