Mobilità sostenibile

La Regione vuole incentivare i centri urbani a 30 km/h

L’obiettivo è migliorare la sicurezza nelle zone residenziali. Il modello proposto è già stato adottato, da anni, dal Comune di Tavagnacco, dove sono state create vie abitabili e porte urbane per disincentivare l’uso dell’auto

Un esempio di via abitabile a Tavagnacco (© )

UDINE - La Regione ha deciso di premiare quelle amministrazioni che sposano la filosofia di una mobilità sostenibile, attraverso l’istituzione di zone a 30 chilometri orari. La giunta Serracchiani, su proposta dell’assessore a Infrastrutture e Mobilità, Mariagrazia Santoro, ha approvato un bando per l'erogazione di contributi ai Comuni che abbasseranno il limite di velocità nei centri urbani da 50 a 30 chilometri orari. Un modello già realtà, ad esempio, nel territorio di Tavagnacco, dove da anni l’amministrazione Pezzetta prima, quella Maiarelli poi, ha istituito vie abitabili riducendo in maniera consistente i limiti di velocità per le automobili.

NUOVE RISORSE PER I COMUNI - Come spiega l’assessore Santoro, «la strategia delle Zone 30 rientra nella politica di moderazione del traffico adottata con successo in diversi paesi europei e rappresenta uno degli interventi più efficaci per il raggiungimento della sicurezza in ambito residenziale urbano. Intendiamo sostenere i Comuni nella riorganizzazione degli spazi dedicati alla mobilità in chiave multifunzionale, con il fine ultimo di elevare la vivibilità dei centri urbani e la qualità ambientale delle aree pubbliche». Potranno presentare domanda i Comuni con un numero di abitanti superiore a 10 mila unità o le associazioni di Comuni allo scopo costituite che complessivamente superino i 10 mila abitanti. La percentuale di cofinanziamento varia dal 50 al 70%, per importi massimi da 100 a 200 mila euro a seconda che si tratti di Comuni capoluogo o di altri Comuni. Complessivamente il bando può contare su una dotazione finanziaria di 1.120.978 euro derivanti dai Fondi del 4. e 5. Programma di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale.

IL COMMENTO DI SANTORO - «La nostra è una regione in cui i centri urbani godono ancora di una buona vivibilità, ma possiamo migliorare ulteriormente, intervenendo soprattutto nelle zone in cui è necessario un riequilibrio tra lo spazio dedicato al traffico motorizzato e quello dedicato alla mobilità pedonale e ciclabile. Il bando - conclude - potrà stimolare la progettualità dei Comuni nel ripensare i propri centri urbani in un'ottica di mobilità alternativa, con impatti positivi anche sulla riduzione delle emissioni inquinanti ed acustiche».

IL MODELLO TAVAGNACCO - Come detto il Comune dell’hinterland ha sposato, da tempo, lo schema di una mobilità sostenibile con il duplice obiettivo di aumentare la sicurezza e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Questo il pensiero, espresso in passato dall’attuale sindaco Gianluca Maiarelli, sullo schema delle vie abitabili: «La mobilità è un sistema articolato e complesso dove è necessario far convivere le esigenze dei diversi utenti, garantire sicurezza a pedoni e ciclisti, usare correttamente i diversi mezzi di trasporto che abbiamo a disposizione. Con le vie abitabili vogliamo incentivare comportamenti virtuosi da parte degli automobilisti nei confronti di pedoni e ciclisti, garantendo così un aumento della qualità della vita». Per questo il Comune ha predisposto una serie di opere finalizzate a contenere e limitare la velocità di marcia e soprattutto a far capire ai conducenti che si trovano in un ambito urbano dove vanno mantenuti comportamenti e stili di guida compatibili l'alto numero di residenti. Progetti già diventati realtà a Colugna e Feletto Umberto.