17 luglio 2019
Aggiornato 05:00
Storia

Il Friuli si muove per riabilitare i fusilāz di Cercivento

La governatrice Serracchiani scrive al presidente Mattarella. In Carnia sorge un Comitato e l’appello viene condiviso anche da Paolo Rumiz, Toni Capuozzo, Mauro Corona, Moni Ovadia

UDINE – Restituire l’onore ai quattro alpini dell’Ottavo Reggimento fucilati a Cercivento nel 1916. A chiedere questa riabilitazione morale per i fusilâz di Ciurciuvint, a quasi cent’anni da quel controverso episodio, non è soltanto il mondo della politica (da Enzo Marsilio a Rendo Tondo passando per Pietro Fontanini), ma una buona fetta dell’opinione pubblica (ne ha scritto Paolo Rumiz, ne ha parlato Toni Capuozzo, ha promosso una raccolta di firme il Messaggero Veneto, si sono espressi a favore Mauro Corona e Moni Ovadia). In Carnia si è formato anche un Comitato spontaneo per far avere giustizia a questi alpini.
L’ultima azione, in ordine di tempo, è quella della governatrice Debora Serracchiani, che ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendogli di intervenire «affinché possa essere formalmente restituito l'onore alla memoria dei quattro alpini fucilati».

LE PAROLE DI SERRACCHIANI - La presidente, auspicando una prossima vita di Mattarella in Friuli, intende ottenere dal Capo dello Stato la riabilitazione dei quattro giovani alpini friulani, Basilio Matiz e Gaetano Silvio Ortis di Paluzza, Giovanni Battista Coradazzi di Forni di Sopra e Angelo Primo Massaro di Maniago, che nel luglio del 1916 furono fucilati a Cercivento, dopo che pochi giorni prima la loro Compagnia si rifiutò di portare l'ennesimo assalto alla cima Est della Creta di Collinetta.
Come ricorda Serracchiani a Mattarella, ottanta alpini furono accusati del reato di rivolta e, a seguito di un sommario processo, quattro di loro vennero passati per le armi «da mano amica».
Si tratta, ha scritto la presidente, di un episodio che, sebbene poco conosciuto dal grande pubblico, è entrato nella coscienza delle popolazioni locali e rappresenta una ferita ancora aperta lasciata in eredità da quella che giustamente è stata definita «inutile strage».

RICHIESTA TRASVERSALE - Serracchiani, nella lettera indirizzata al presidente Mattarella, ricorda come già in anni passati si fosse tentato di ottenere la riabilitazione dei quattro soldati friulani, ad esempio con la richiesta di revisione del processo da parte della commissione Giustizia della Camera dei deputati, e che oggi è in atto un'iniziativa da parte del Messaggero Veneto. «Un appello» che è stato fatto proprio da due ordini del giorno approvati all'unanimità dal Consiglio regionale e dal Consiglio provinciale di Udine.
E' tempo che la storia restituisca ai quattro alpini ciò che la Grande Guerra gli ha tolto.