22 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Emergenza immigrazione

Alta tensione sul tema migranti: Ciani (Ln) minacciato in piazza Libertà

Il vicesegretario nazionale del Fvg insultato da tre giovani a margine della conferenza stampa organizzata dall’associazione «Ospiti in arrivo». Solidarietà da parte del segretario Fedriga e dagli esponenti di diverse forze politiche

UDINE - C’è chi l’ha considerato un atto provocatorio. Ma il diretto interessato ha voluto smentire questa ipotesi con forza. Fatto sta che martedì mattina si è vissuto un momento di tensione in piazza Libertà, a margine della conferenza stampa promossa dall’associazione «Ospiti in arrivo». Il vicesegretario nazionale della Lega Nord del Fvg, Alessandro Ciani, è stato avvicinato da tre giovani che l’hanno insultato e minacciato. La conferenza si è svolta all’aperto per spiegare la situazione dei 45 profughi che, nella notte tra lunedì e martedì, hanno dormito sotto la Loggia del Lionello. Si tratta di un gruppo di afghani e pakistani che da tempo si trova in città e che nelle scorse settimane aveva già trovato riparo in stazione.

LA CONFERENZA STAMPA - L’evento organizzato da «Ospiti in arrivo» era finalizzato a richiamare l’attenzione sulle condizioni di questo gruppo di migranti e sulla mancanza di un sistema di accoglienza preventiva in grado di scongiurare che decine di persone si trovino all’addiaccio per giorni, senza un posto dove essere accolti. La conferenza era riservata ai giornalisti e non ai politici. E questo, probabilmente, ha innescato il nervosismo tra alcuni dei presenti. Va anche detto, però, che l’evento si è svolto all’aperto e che attorno ai componenti dell’associazione si trovavano gruppi di curiosi e passanti oltre a Ciani.

LA RICOSTRUZIONE DI CIANI -  «Martedì mattina mi sono recato in piazza Libertà ma senza alcun fine polemico - ha chiarito l’esponente leghista -. Ho ascoltato la conferenza stampa ma sono rimasto defilato rispetto ai giornalisti, che poi hanno comunque deciso di intervistarmi. A quel punto si sono avvicinati tre ragazzi dei centri sociali o del movimento studentesco, non so, e hanno cominciato a insultarmi. Dopo essermi presentato - ha raccontato - mi hanno chiesto se non mi vergognassi e hanno aggiunto che avrebbero voluto prendermi a schiaffoni e ammazzarmi.  A quel punto si sono avvicinati gli uomini della Digos e mi hanno allontanato. Non credo di aver fatto nulla di male avendo voluto ascoltare la conferenza stampa».

LA SOLIDARIETÀ DI FEDRIGA - Definendolo un «grave episodio», il segretario nazionale Massimiliano Fedriga ha voluto esprimere la propria solidarietà a Ciani. «E' inammissibile che durante una conferenza stampa un nostro esponente sia stato non solo insultato ma addirittura minacciato di morte per il solo fatto di essersi unito al pubblico. Vergognoso poi il fatto che la sinistra non abbia nemmeno fatto finta di prendere le distanze dagli esponenti dei centri sociali che hanno aggredito Ciani. I concetti di tolleranza e democrazia - ha concluso - sono evidentemente, per questi signori, vuoti slogan di cui riempirsi la bocca e da sacrificare quotidianamente sull'altare del più squallido dei neosquadrismi». Anche Riccardo Riccardi (Forza Italia) ha espresso solidarietà a Ciani.