22 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Carnia con il fiato sospeso

CoopCa: presentato il piano di salvataggio. Entro marzo la decisione dei giudici

Si va avanti con la vendita «spezzatino» dei negozi dopo l'accantonamento dell’ipotesi di acquirente unico. I soci sono preoccupati di non entrare più in possesso dei risparmi di una vita. La situazione resta molto tesa.

TOLMEZZO – Dieci giorni per conoscere il futuro della Cooperativa Carnica. Il piano di concordato è stato presentato al Tribunale di Udine e ora si dovrà attendere la fine di marzo per sapere la decisione dei giudici in merito al salvataggio di CoopCa. La speranza di tutti (soci e dipendenti) è che sia intrapresa la strada del concordato, scongiurando così il fallimento. Intanto il direttore generale Mauro Veritti, come anticipato dal Messaggero Veneto, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni.

IL PIANO DI SALVATAGGIO – La ristrutturazione del debito di CoopCa si realizzerà attraverso la vendita «spezzatino» di singoli negozi o gruppi di negozi in Friuli e in Veneto in base alle offerte, essendo sfumata l’ipotesi di acquirente unico. Per ora ci sarebbero offerte per l'acquisto di 3 punti vendita nel Veneto e di 5 in Friuli Venezia Giulia. Resta, invece, ancora in piedi l’offerta (che non è stata formalizzata e quindi non ancora vincolante) per l’acquisizione di 13 punti vendita da parte di società della Lega delle cooperative (Coop Nordest e Conad). «Abbiamo prospettato la possibilità di migliorare ulteriormente il piano da qui all'udienza di votazione – chiarisce l'avvocato Giuseppe Campeis che ha seguito la procedura su mandato della Cooperativa carnica – qualora si dovesse concretizzare una cordata di cooperative interessata ad acquisire altri 13 punti vendita. C'è anche l'interessamento di un'impresa della grande distribuzione internazionale». Complessivamente, però, i supermercati sono 40.
Nel caso di approvazione del concordato, spetterebbe al commissario liquidatore tentare di vendere il resto del patrimonio immobiliare di CoopCa. Il piano prevede il pagamento integrale dei creditori privilegiati e la suddivisione dei creditori non privilegiati (chirografari) in tre classi: i soci prestatori, i fornitori e da ultimo le banche, che recupereranno una percentuale dei loro crediti solo dopo la vendita dei negozi.
Il debito complessivo della Cooperativa Carnica ammonta a 83 milioni di euro,  di cui 26,5 di prestito sociale e altri 8 di certificati azionari.

LA PREOCCUPAZIONE DEI SOCI – La soluzione «spezzatino», ai soci, non piace. Il timore è di non poter più entrare in possesso dei propri risparmi. Da qui l’appello alla politica di fare uno sforzo ulteriore per garantire un futuro al popolo carnico e a tutti coloro che hanno creduto nella solidità e nella serietà del sistema cooperativo. In gioco c’è il futuro economico e sociale della montagna friulana.